LEGIONELLA, COS’È?/ Da dove viene il batterio che ha infettato David Sassoli

- Alessandro Nidi

Legionella, cos’è? Si tratta del batterio che ha infettato anche David Sassoli. Provoca malattia e polmonite acuta: quali sono i sintomi e le cure

legionella
Immagine di repertorio

La legionella – batterio che ha infettato l’ex presidente del Parlamento europeo David Sassoli – porta ad una malattia chiamata legionellosi nel 90% dei casi. Della legionella sono state identificate più di 60 specie diverse suddivise in 71 sierotipi. Questi batteri sono presenti negli ambienti acquatici naturali e artificiali, come acque sorgive, comprese quelle termali, fiumi, laghi, fanghi, ecc. Proprio da questi ambienti naturali, i batteri raggiungono quelli artificiali, come condotte cittadine e impianti idrici.

La legionellosi – malattia che proviene dalla legionella – viene normalmente acquisita per via respiratoria mediante inalazione, aspirazione o microaspirazione. L’infezione si può curare utilizzando antibiotici, ma in alcuni casi questa potrebbe essere fatale. Questo dipende da fattori come “la gravità della malattia, l’appropriatezza del trattamento antibiotico iniziale, il luogo in cui è stata contratta l’infezione, le condizioni pregresse del paziente”, come si legge sul sito ISS.

LEGIONELLA: COS’È IL BATTERIO CHE HA INFETTATO SASSOLI

La legionella è il batterio che ha infettato David Sassoli, presidente del Parlamento europeo morto a 65 anni. L’Istituto Superiore di Sanità dedica un’intera pagina del proprio sito a un approfondimento sull’argomento, dicendo innanzitutto che il genere Legionella è stato così denominato nel 1976, dopo che un’epidemia si era diffusa tra i partecipanti al raduno della legione americana al Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia. In quell’occasione, 221 persone contrassero questa forma di polmonite precedentemente non conosciuta e 34 di loro morirono. La fonte di contaminazione batterica fu identificata nel sistema d’aria condizionata dell’albergo.

A causare la malattia da legionella, la cosiddetta legionellosi, nel 90% dei casi è proprio questo batterio, del quale sono state identificate più di 60 specie diverse, suddivise in 71 sierotipi. “Le legionelle – si legge sul portale – sono presenti negli ambienti acquatici naturali e artificiali: acque sorgive, comprese quelle termali, fiumi, laghi, fanghi. Da questi ambienti raggiungono quelli artificiali, come condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, quali serbatoi, tubature, fontane e piscine, che possono agire come amplificatori e disseminatori del microrganismo, creando una potenziale situazione di rischio per la salute umana”.

LEGIONELLA, COME AVVIENE IL CONTAGIO?

Per ciò che concerne le modalità di contagio da legionella, l’ISS ha spiegato che essa viene normalmente acquisita per via respiratoria mediante inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol oppure di particelle derivate per essiccamento. Il tasso di mortalità correlata all’infezione da legionella dipende da alcuni fattori specifici (la gravità della malattia, l’appropriatezza del trattamento antibiotico iniziale, il luogo in cui è stata contratta l’infezione, le condizioni pregresse del paziente) e può variare dal 40-80% nei pazienti immunodepressi non trattati al 5-30% in caso di un appropriato trattamento della patologia. Complessivamente, la letalità della legionellosi si aggira tra il 5% e il 10%.

La legionellosi può manifestarsi in due forme distinte: la Malattia del Legionario, che frequentemente include una forma più acuta di polmonite, e la febbre di Pontiac. “La Malattia del Legionario – riporta il portale ISS –, dopo un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni (in media 5-6 giorni), si manifesta come una polmonite infettiva, con o senza manifestazioni extrapolmonari. La sindrome pneumonitica non ha caratteri di specificità né clinici né radiologici. Nei casi gravi può insorgere bruscamente con febbre, dolore toracico, dispnea, cianosi, tosse produttiva associati all’obiettività fisica semeiologica del consolidamento polmonare”. Invece, la febbre di Pontiac, dopo un periodo di incubazione di 24-48 ore, si manifesta in forma acuta simil-influenzale senza interessamento polmonare e si risolve in 2-5 giorni. I prodromi sono malessere generale, mialgie e cefalea, seguiti rapidamente da febbre, a volte con tosse e gola arrossata. Possono essere presenti diarrea, nausea e lievi sintomi neurologici quali vertigini o fotofobia.

LEGIONELLA, COME SI CURA?

È ancora l’ISS a dedicare un capitolo alla cura della legionella, sottolineando che il trattamento della legionellosi, essendo una malattia di origine batterica, passa soprattutto attraverso terapie antibiotiche. La febbre di Pontiac ha un’evoluzione benigna anche in assenza di uno specifico trattamento chemioterapico, mentre tutte le altre malattie sostenute da Legionella species, dalle più comuni polmoniti alle meno frequenti infezioni extrapolmonari, richiedono un trattamento specifico per ridurre la probabilità di un esito infausto.

Quali sono gli antibiotici da utilizzare? “I chinoloni, i macrolidi e, con minor efficienza, le tetracicline. Al contrario, tutte le betalattamine, i carbapenemi, gli aminoglicosidi e il cloramfenicolo sono inutili per il trattamento delle legionellosi, in quanto non raggiungono concentrazioni intracellulari in grado di esplicare un effetto antibatterico”.

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