Lego: “Stop etichette di genere sui giocattoli”/ Saranno unisex: “Troppi pregiudizi”

- Alessandro Nidi

Lego ha deciso di dire basta alla produzione di giocattoli con etichette di genere: saranno esclusivamente suddivisi per “passioni”

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Omini Lego

Lego, il colosso danese dei giocattoli, con particolare riferimento alle costruzioni per bambini, ha annunciato una svolta radicale per quanto riguarda il confezionamento dei suoi prodotti, che non saranno più suddivisi per genere, con la cancellazione dell’etichetta di gioco per maschi e di gioco per femmine. Questo perché, a seguito di una ricerca commissionata al Geena Davis Institute on Gender in Media, l’azienda ha rilevato che “gli atteggiamenti nei confronti del gioco rimangono disuguali e restrittivi” per via della presenza degli stereotipi di genere.

In particolare, riporta l’Huffington Post, dalle interviste si è scoperto che “mentre le bambine si mostrano sicure di sé e pronte a giocare anche con le confezioni di mattoncini pensate per i maschi, il 71% dei bambini intervistati ha confessato di temere di essere presi in giro qualora utilizzasse scatole descritte come giocattoli per ragazze”.

LEGO, VIA LE ETICHETTE DI GENERE DAI GIOCATTOLI: “PREGIUDIZI RADICATI IN TUTTO IL MONDO”

Anche il quotidiano britannico “The Guardian”, in merito a questa “discriminazione“, ha sottolineato che la paura dei figli è condivisa anche dalle mamme e dai papà: “I genitori sono più preoccupati che i loro figli vengano presi in giro rispetto alle loro figlie per aver giocato con giocattoli associati all’altro genere”, ha asserito Madeline Di Nonno, amministratore delegato del Geena Davis Institute on Gender in Media, a capo di questo studio.

In seguito a queste conclusioni, Lego ha deciso di rimuovere una volta per tutte le etichette di genere dalle scatole dei giocattoli e anche dal suo sito per lo shop online, suddividendo unicamente i giochi in base alle passioni dei bambini: “Tali intuizioni rimarcano puntualmente quanto siano radicati i pregiudizi di genere in tutto il mondo”, ha chiosato Geena Davis, attrice e attivista vincitrice dell’Oscar che ha fondato l’istituto nel 2004 per combattere gli stereotipi di genere negativi e favorire l’’inclusione.



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