Leopardo attacca modella durante uno shooting/ Tenta di sbranarla: 36enne è grave

- Alessandro Nidi

Un leopardo ha attaccato una modella 36enne nel corso di un servizio fotografico: l’episodio si è registrato in Germania

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Leopardo (foto: Pixabay)

Grande paura in Germania, dove un leopardo, nel bel mezzo di uno shooting fotografico, ha aggredito una modella, Jessica Leidolph, tentando di sbranarla. Un incidente durante una sessione di lavoro che rischia di arrecare conseguenze serie alla salute della giovane, la quale, stando alla ricostruzione effettuata dai colleghi d’Oltremanica della BBC, si era già messa in posa per i primi scatti, quando l’animale, infastidito dalla presenza della ragazza nel suo recinto, ha sferrato l’attacco ai suoi danni.

L’episodio si è verificato nella giornata di martedì, quando la 36enne ha rimediato gravi ferite alla testa ed è stata ricoverata in ospedale in condizioni preoccupanti. Più dettagliatamente, l’aggressione da parte del felino si è registrata in un centro privato per animali in pensione, in passato già utilizzati nei film, negli spot pubblicitari e all’interno di altre attività di natura commerciale. La struttura è ubicata a Nebra, località della Sassonia-Anhalt.

LEOPARDO AGGREDISCE MODELLA NEL CORSO DI UN SERVIZIO: GIOVANE IN OSPEDALE, NESSUNA DICHIARAZIONE UFFICIALE

Non è ancora chiaro per conto di chi stesse lavorando quel giorno la modella aggredita dal leopardo, né chi avesse organizzato il servizio fotografico. Non si hanno neppure ulteriori informazioni circa l’attacco dell’animale, visto e considerato che, scrive la BBC, i responsabili del centro non hanno voluto rilasciare alcun tipo di dichiarazione a seguito dell’accaduto. Si sa solo che all’interno del recinto erano presenti due esemplari di leopardo, di nome Troy e Paris.

Peraltro, questi due animali in passato hanno “lavorato” per uno spot pubblicitario di tv al plasma, dunque sono comunque abituati alla presenza di esseri umani nei loro spazi. Mentre si indaga sull’accaduto, l’incidente ha inevitabilmente generato la reazione delle associazioni di animalisti, fra le quali spicca il gruppo Peta per la difesa dei diritti degli animali, che, a gran voce, ha chiesto che i felini siano sorvegliati presso centri di soccorso riconosciuti a livello statale, nei quali non possano subire sfruttamento a fini commerciali.

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