Letizia Battaglia/ Quello proiettile esploso dal marito verso di lei (L’Assedio)

- Morgan K. Barraco

Letizia Battaglia, L’assedio: la nota fotoreporter siciliana ha dovuto affrontare la terribile tragedia dello sparo infertole dal marito.

letizia battaglia che ci faccio qui 2019 facebook 1
Letizia Battaglia
Pubblicità

La rinascita di Letizia Battaglia inizia da un colpo di pistola: un proiettile esploso per mano del marito, incapace di tollerare il suo tradimento. Non implicherà però la fine della vita della fotografa più famosa d’Italia, ma l’inizio della sua seconda esistenza. Sarà in quel momento che riceverà dall’amica Marilù la sua prima macchina fotografica. “Ho iniziato a fotografare a 40 anni, ma c’è da dire che a quell’età ero davvero una ragazza. E lo sono ancora oggi, a 84 anni”, ha detto tempo fa a DeAbyDay. Diventa così la prima fotoreporter a lavorare per un quotidiano, decisa a mostrare il volto magnifico della sua Sicilia. Il destino però sceglierà una strada diversa per la Battaglia: la cronaca nera riguerderà il suo primo incarico per L’Ora. Da quel momento in poi inizia ad essere riconosciuta in tutto il mondo e le verrà anche assegnata l’etichetta di fotografa della mafia, che tuttavia non accetterà mai.

Pubblicità

“Da quando ho iniziato a fotografare, la macchina mi ha donato me stessa e con lei ho acquisito una forza interiore sufficiente per essere felice”, ha aggiunto. Oggi si definisce invece “una partigiana della vita. Io sono una persona e anche una fotografa. Non sono solamente una fotografa, non voglio essere relegata a quella figura”. Letizia Battaglia ha ben chiaro come la mafia avrebbe potuto cessare di esistere diversi decenni fa. E invece la foto che farà nel ’79 a Giulio Andreotti, al fianco di Nino Salvo, le dimostrerà come non ci fosse affatto il desiderio di combatterla. “Queste cose le ho vissute e sono molto felice che oggi ci sia una speranza. Non potrò mai dimenticare quegli anni, durati fino alle uccisioni di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Don Pino Puglisi, che fu ammazzato solo perché era un bravo prete”, ha concluso.

Pubblicità

Letizia Battaglia, L’Assedio: il genio della fotoreporter

Sono tante le occasioni pubbliche in cui è possibile avere un assaggio del genio di Letizia Battaglia, la famosa fotoreporter siciliana che con i suoi scatti ha fatto parlare il mondo intero. Il prossimo appuntamento dal vivo sarà Mondo Oltre, un laboratorio che inizierà il prossimo 9 novembre e aperto a persone affette da sclerosi multipla. Si svolgerà nella sua Palermo, presso il Centro Internazionale di fotografia. Letizia Battaglia però sarà prima in televisione, ospite de L’Assedio di Daria Bignardi, in onda su Nove nel primetime di oggi, mercoledì 6 novembre 2019. Sono trascorse poche settimane da quando l’artista della fotografia ha ricevuto il premio Khythera, sia grazie alla sua arte sia all’impegno politico e civile. “Un premio così importante che arriva dalla Germania mi commuove molto. Un’attenzione bella su questa nostra complessa realtà mi fa pensare che una qualche bellezza la trasmettiamo”, ha dichiarato la fotografa, come ricorda La Repubblica. “So che ho lavorato tanto, che ho lottato tanto con le donne, non contro gli uomini, ma con gli uomini. Le donne devono lottare per stare con gli uomini, alla pari”, ha detto invece a Virtù Quotidiane. Letizia Battaglia non ritiene però di essere un’icona femminile, ma di lavorare molto per raccontare come la vita sia importantissima e che bisogna viverla appieno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità