Libano, Nasrallah “Meglio guerra che morire di fame”/ “Biden riflette Usa: vecchi…”

- Silvana Palazzo

Libano, Hassan Nasrallah avverte: “Meglio guerra che morire di fame”. Il leader di Hezbollah lancia anche un attacco agli Stati Uniti: “Biden ne è il riflesso: vecchi, influenza diminuita…”

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Pattuglia esercito libanese davanti manifesto leader di Hezbollah Hassan Nasrallah, a destra, e capo del blocco parlamentare Mohammed Raad (Foto: LaPresse)

La guerra potrebbe essere l’unica strada percorribile per il Libano. Ne è convinto il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, che da Beirut ha lanciato un importante avvertimento, non casuale neppure nella tempistica, considerando la missione del presidente Usa Joe Biden in Israele e Arabia Saudita. Un messaggio di deliberata violenza, sottaciuto in Occidente. Per il segretario generale di Hezbollah, la crisi economica e finanziaria che sta devastando il Libano sarebbe causata anche dalle politiche israeliane, soprattutto nello sfruttamento dei giacimenti di gas naturale che sono situati nelle acque contese dai due paesi. Una minaccia che tira in ballo anche gli Stati Uniti, che mediano da tempo per la spartizione delle risorse energetiche nel Mediterraneo orientale tra Israele e Libano.

Ora Hezbollah rilancia la minaccia di scatenare una guerra aperta con Israele. Questa è una delle poche volte in cui Hassan Nasrallah ha menzionato chiaramente la possibilità di un confronto militare, precisando che le sue parole non fanno parte della guerra psicologica che generalmente conduce contro gli israeliani. Visto che l’obiettivo attuale è quello di affamare i libanesi, farli uccidere tra loro per un pezzo di pane, avverte: «tra morire di fame e morire in battaglia», lui opta per la seconda opzione. Il leader sciita di fatto lascia intendere che lo scoppio di una guerra con Israele è quasi inevitabile se il piano di affamare il Libano proseguirà.

“GUERRA? CHI AFFAMA LIBANO NON LASCIA ALTRA SCELTA”

Peraltro, la guerra secondo Hassan Nasrallah andrebbe a vantaggio del Libano, perché «la resistenza ha molti elementi di forza, e il Libano dell’estate 2022 non è il Libano dell’estate 2006», riferendosi al conflitto militare durato 33 giorni. Stando a quanto riportato dal quotidiano L’Orient-Le Jour, coloro che conoscono il leader di Hezbollah sostengono che non avrebbe mai fatto tali osservazioni e non fosse sicuro di disporre di grandi risorse per combattere. Il leader del partito sciita, dunque, è pronto a fare la guerra a Israele con cognizione di causa. Questa volta è lui che vuole provocarla perché, secondo lui, «chi affama il Libano non gli lascia altra scelta». L’ultimatum è chiaro: o entro settembre anche il Libano potrà estrarre il suo gas e petrolio o verrà impedito agli israeliani di farlo, con tutti i mezzi, anche la guerra. Le parole, sottaciute in Occidente, hanno fatto invece rumore in Israele. Lo scoppio di una guerra del resto può avere ripercussioni drammatiche. In una fase in cui il gas è un bene ricercato per la guerra in Ucraina e le difficoltà di approvvigionamento dell’Europa del gas russo, anche se quello mediorientale non è sufficiente da solo a compensare la mancanza di gas russo in Europa, è comunque importante e quindi la pace è fondamentale per fornire il Vecchio Continente.

IL DURO ATTACCO AGLI STATI UNITI

Nel suo discorso, Hassan Nasrallah ha sferrato anche un durissimo attacco agli Stati Uniti, prendendosi anche gioco del presidente Joe Biden. «L’America di oggi è diversa da quella del 2003 e del 2006, poiché il vecchio presidente degli Stati Uniti riflette l’immagine di un’America che è entrata nella fase della vecchiaia. La presenza di questo Paese è stata ridotta nella sfera mondiale e soffre di un’inflazione abbastanza elevata, inoltre non ha una buona situazione sociale e previdenziale». Alludendo alla guerra in Ucraina, quindi all’invasione della Russia, il leader di Hezbollah ha anche messo in guardia sul ruolo degli Stati Uniti in questo conflitto. «Non sono entrati in guerra direttamente con i russi, ma attraverso il popolo e il governo dell’Ucraina».





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