Luoghi per condividere un’arte

“Le Botteghe dell’Insegnare”: un sostegno concreto ai docenti che desiderano vivere una solidarietà nell’imparare ad insegnare. FABRIZIO FOSCHI

22.03.2013 - Fabrizio Foschi
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Foto Diesse: Bottega di Latino

La Convention Scuola di Diesse dell’ottobre 2012 ha proposto 17 Botteghe dell’Insegnare che sono tuttora aperte, mediante incontri, convegni, videoconferenze. Che cosa sono e di che cosa trattano? All’apparenza, niente di più che aggregazioni di insegnanti e dirigenti di ogni ordine e livello che si confrontano, si scambiano consigli, si offrono consulenza reciproca. In realtà c’è qualcosa d’altro che le anima. Lo spiega il presidente di Diesse, Fabrizio Foschi.

L’esperienza delle Botteghe dell’Insegnare nasce dal desiderio di persone impegnate nella scuola che vogliono giudicare insieme ciò che fanno, per riscoprire ciò che sono. L’insegnamento o la conduzione di una scuola sono sollecitati a misurarsi con la domanda degli alunni che implica una continua reinvenzione delle modalità comunicative dei contenuti e degli strumenti scelti per svolgere un certo cammino. L’altro, infatti, è paragonabile all’irruzione di una esigenza che mette in crisi ogni presupposto dato per scontato. Ogni bisogno è indice di una incompiutezza che chiede e pretende, al di là del disagio o della irrequietezza con cui questa mancanza si manifesta, una completezza, una soddisfazione. Nella scuola, perciò, non si dovrebbe partire da un discorso prefabbricato, ma dalla certezza che la meta, il senso profondo delle cose, esiste proprio perché ne presentiamo il pungolo e ne avvertiamo la sfida ad ogni passo. “Insegnare” significa proprio aiutare l’altro al paragone con il significato della realtà attraverso un percorso formativo (per gradi di età e diversificazione di strumenti) che diviene educativo per l’alunno se l’insegnante lo aiuta ad apprendere, ossia a fare proprio il criterio con cui leggere e interrogare qualunque cosa: le testimonianze del passato e del presente, le coordinate fisiche e matematiche del reale, le espressioni linguistiche e artistiche dell’uomo, ecc. In questo modo, ogni apparente estraneità viene gradualmente conquistata come parte di sé, patrimonio di un soggetto capace di relazionarsi con i segni con cui l’oggetto si manifesta. Le Botteghe hanno a che fare esattamente con questa lunghezza d’onda, in modo che l’insegnamento corrisponda ad un apprendimento significativo. 

Nelle Botteghe gli insegnanti si aiutano a tenere alto il tiro, cioè a incrementare reciprocamente il desiderio di essere più attenti a ciò che insegnano e a come lo fanno. In ultima istanza, le Botteghe nascono dal tentativo responsabile di chi abbraccia tutta la scuola come“ambiente”, cioè ambito che influenza la vita delle persone. Non hanno come obiettivo quello di sostituire una particolare didattica a quella vigente, ma di aiutare il docente a ripensare insieme ad altri l’oggetto dell’insegnamento e a collocarlo dentro una traiettoria che è fatta anche di tempi, spazi, giudizi, valutazioni. A tema dunque c’è l’oggetto dell’insegnamento e allo stesso tempo la scuola come ambito in cui si verifica la trasmissibilità di un dato o una serie di dati, posti alla portata della comprensione di chi apprende. Inoltre le Botteghe sono un luogo in cui l’insegnante riscopre e riqualifica il proprio insegnamento mettendo in discussione anzitutto se stesso. Il punto di forza della Bottega è la dinamicità del soggetto docente che accetta ogni sfida della realtà e non teme di lasciarsi interpellare da suggerimenti, domande, obiezioni poste dagli altri partecipanti alla Bottega stessa. Un soggetto che conquistando passo passo una maggiore consapevolezza del portato di ciò che insegna, si scopre unito ad altri dal desiderio di andare al cuore delle questioni che sottopone all’attenzione dei ragazzi. Infine, come si compongono, dal punto di vista organizzativo, le Botteghe? Anzitutto, sono un luogo di condivisione di ipotesi di lettura della realtà offerte da chi guida (il responsabile della bottega: un docente anch’esso, non un “esperto”) che prende in considerazione un particolare nel vasto mondo dei percorsi di insegnamento/apprendimento per mostrarne le connessioni profonde con altri ambiti del sapere. In secondo luogo, punto non meno importante, le Botteghe hanno lo scopo di aiutare i docenti che si collegano in rete a non essere spettatori passivi delle proposte lanciate dal responsabile, ma a mettersi alla prova intervenendo con i propri spunti e suggerimenti, affinché cresca la personale soggettività culturale e professionale. In questo modo, le Botteghe possono essere un punto di riferimento per tutti i docenti e per l’intera scuola italiana: nella misura in cui, formulandosi come un “percorso di formazione e aggiornamento” che ha finalità e obiettivi, incrementano la qualità dell’offerta formativa del docente o di un’intera scuola, non separandola dalle ragioni per cui la si rivolge a determinati alunni, in un certo contesto di tempo e spazio.

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