Linus in ospedale/ Foto, svelato il vero motivo del ricovero: “Ernia al disco!”

- Anna Montesano

Linus, perché è stato ricoverato in ospedale? Lo speaker radiofonico svela che non si è trattato di un mal di schiena normale, bensì un’ernia al disco

dj linus instagram
Dj Linus (Foto: Instagram)

Lo scorso lunedì, 8 Luglio, Linus (nome d’arte di Pasquale di Molfetta) ha annunciato ai suoi radio ascoltatori che sarebbe stato assente per circa 15 giorni, tutto per colpa di quello che ha definito un problemino di salute. Lo Speaker di Radio Deejay ha parlato di ‘Tagliando alla sua schiena’, affermando di accusare dei dolori La verità è però un’altra e a svelarla è proprio lui con un lungo post pubblicato su Instagram. Linus, dopo essere stato dimesso dall’Ospedale, ha rivelato infatti il vero motivo del suo ricovero. “Chissà se esiste una connessione tra le nostre parti del corpo più fragili e il nostro destino, un po’ come raccontano quelli che ti leggono le linee della mano. – esordisce Linus su Instagram – In tutti questi anni mi sono rotto tutto quello che potevo: due menischi, un legamento crociato, due dita (una della mano e una del piede), addirittura il naso. sempre correndo, o giocando a calcio, o sciando.” continua.

LINUS IN OSPEDALE PER UN’ERNIA AL DISCO

Una lunga introduzione quella di Linus su Instagram, alla fine della quale arriva la motivazione del suo stop forzato: un’ernia al disco. E infatti continua: “Se la guardo nei momenti buoni è una cosa che mi fa sentire figo, come fossi un pilota di moto Gp, uno sciatore o un calciatore. Quando sono meno positivo mi sento maldestro e sfigato come Fantozzi. Di certo non posso dire di non aver usato il mio corpo fino in fondo. Tornando però alla teoria dei segni, la prima volta che ho visto un ospedale è stato per la frattura del RADIO. Adesso ci sono tornato per una banale ma odiosa ernia del DISCO. Semplice combinazione? Non credo proprio. Buona giornata ragazzi, godetevi la vita, non risparmiatevi.”

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Chissà se esiste una connessione tra le nostre parti del corpo più fragili e il nostro destino, un po’ come raccontano quelli che ti leggono le linee della mano. In tutti questi anni mi sono rotto tutto quello che potevo: due menischi, un legamento crociato, due dita (una della mano e una del piede), addirittura il naso. Sempre correndo, o giocando a calcio, o sciando. Se la guardo nei momenti buoni è una cosa che mi fa sentire figo, come fossi un pilota di moto Gp, uno sciatore o un calciatore. Quando sono meno positivo mi sento maldestro e sfigato come Fantozzi. Di certo non posso dire di non aver usato il mio corpo fino in fondo. Tornando però alla teoria dei segni, la prima volta che ho visto un ospedale è stato per la frattura del RADIO. Adesso ci sono tornato per una banale ma odiosa ernia del DISCO. Semplice combinazione? Non credo proprio. Buona giornata ragazzi, godetevi la vita, non risparmiatevi.

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