Lombardia zona rossa, cosa si può fare/ Regole e divieti: spostamenti e chiusure

- Carmine Massimo Balsamo

Lombardia zona rossa, oggi arriva l’ufficialità: ira del governatore Attilio Fontana. Ma cosa si può fare? Dagli spostamenti alle chiusure: regole e divieti

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Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana (LaPresse)

Cosa si può fare in zona rossa e cosa è vietato? Una domanda ricorrente che in Regione Lombardia torna d’attualità visto che il nuovo monitoraggio settimanale sancisce il passaggio. Questo vuol dire che scattano le misure più rigide. È vietato ogni spostamento, anche all’interno del proprio Comune di residenza, in qualsiasi orario, tranne che per motivi di lavoro, necessità e salute, da indicare sul modulo di autocertificazione. Quindi, niente spostamenti da una Regione all’altra e da un Comune all’altro. Chiudono bar e ristoranti al pubblico: consentito solo asporto fino alle 22, invece per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni. Chiudono negozi, fatta eccezione per supermercati, beni alimentari e di necessità. Aperte invece le edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri, mentre i centri estetici chiudono.

Per quanto riguarda la scuola, didattica a distanza per quella secondaria di secondo grado e per le classi di seconda e terza media. Ancora aperte scuole dell’infanzia, elementari e prima media. Salvo specifiche eccezioni, chiuse anche le università. Sospese le competizioni sportive, a meno che non siano riconosciute di interesse nazionale da CONI e CIP. Stop ai centri sportivi, mentre si può fare attività motoria nei pressi della propria abitazione e attività sportiva ma solo all’aperto e in forma individuale. Chiusi musei, teatri, cinema, palestre, sale giochi. Infine, consentito il riempimento fino al 50% per il trasporto pubblico, fatta eccezione per i mezzi scolastici. (agg. di Silvana Palazzo)

LOMBARDIA ZONA ROSSA, BERGAMO CHIEDE DEROGA

È arrivata l’ufficialità: Lombardia in zona rossa a partire da domenica 17 gennaio 2021. Vi abbiamo raccontato la netta presa di posizione da parte del presidente Attilio Fontana, ora arriva la replica di Giorgio Gori. Il sindaco di Bergamo chiede una deroga per la sua città, colpita duramente nel corso della prima ondata e “risparmiata” nel corso della seconda. Dati alla mano, Bergamo conta 61 positivi ogni 100 mila abitanti. «Crediamo si possano comprendere le difficoltà e le sofferenze cui il protrarsi delle limitazioni, se non addirittura il loro inasprimento, sottopone i cittadini dei nostri territori», si legge nella lettera di Giorgio Gori e Gianfranco Gafforelli destinata alla Regione Lombardia. Non è tardata ad arrivare la replica di Fontana: «Comprendo bene le ragioni del sindaco Gori, che evidenziando come la provincia di Bergamo con 61 positivi al Covid ogni 100 mila abitanti, quindi al di sotto della media regionale, chiede una deroga alla zona rossa. Il problema è che tale parametro non è preso in considerazione dal Ministero della Salute e dal Cts nazionale, ma solo l’R». (Aggiornamento di MB)

“LOMBARDIA ZONA ROSSA UNA PUNIZIONE”

Lombardia in zona rossa: questa la decisione che verrà ufficializzata nelle prossime ore. In base al monitoraggio dell’Iss, grazie alle modifiche introdotte dall’ultimo decreto governativo, la regione guidata da Attilio Fontana entrerà nella zona ad aria critica insieme alla Sicilia. «La situazione non può essere sottovalutata, lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova, forte ondata», le parole del ministro Roberto Speranza. La notizia della Lombardia in zona rossa è stata confermata anche da Attilio Fontana. Intervenuto a margine di un evento a Concorezzo, in Brianza, il presidente leghista ha rivelato di aver sentito telefonicamente il ministro speranza: «È una punizione che la Lombardia non si merita: mi ha detto che farà fare ancora dei controlli».

LOMBARDIA ZONA ROSSA: LA RABBIA DI FONTANA

«Lombardia in zona rossa? Per ora sì», l’ammissione di Attilio Fontana ai microfoni dei cronisti presenti a Concorezzo. Dopo aver confermato che le scuole superiori non riapriranno, il governatore lombardo ha messo in risalto di aver fatto presente al ministro Speranza che c’è qualcosa che non funziona nei conti, «come vengono fatti e nella determinazione dei parametri». Fontana ha dunque contestato il metodo di conteggio, che a suo avviso andrebbe rivisto immediatamente: «Oggettivamente siamo in una fase in cui stiamo migliorando, eppure c’è il rischio che la Lombardia entri in zona rossa. I cittadini si sono comportati molto bene e sinceramente la zona rossa è estremamente penalizzante». E ancora: «Ho chiesto a Speranza di riguardare, lui mi ha detto che farà fare ancora dei controlli e che chiamerà il Comitato tecnico per rivalutare la situazione».

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