Lucia Azzolina vs ministro Bianchi/ “Colpevole ritardo: anno scolastico è a rischio”

- Carmine Massimo Balsamo

L’ex ministro Lucia Azzolina a Il Foglio: “Abbiamo bisogno che il governo dica ‘tutti a scuola’ scavalcando anche le regioni”

lucia azzolina
Lucia Azzolina, ministro dell'Istruzione (LaPresse, 2020)

Lucia Azzolina in tackle sul ministro Patrizio Bianchi. L’ex titolare del Miur ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de Il Foglio e non ha usato mezzi termini: il governo è in colpevole ritardo sulla scuola. L’esponente M5s ha spiegato: «Ora l’anno scolastico è a rischio. Il ministero avrebbe dovuto riprendere in mano le cose buone fatto un anno fa per riproporle».

Lucia Azzolina ha parlato degli spazi, con 40 mila aule in più rese possibili dai lavori fatti d’estate, senza dimenticare tutti gli accordi raggiunti per le lezioni all’esterno, in cinema, biblioteche e teatri. Poi l’accusa sul personale: «Si parla a vanvera di classi pollaio e si tagliano i 70 mila docenti e ata in più che avevamo messo. Qual è la ratio? Perché rinunciare al personale in grado di ridurre il numero di studenti per classe?».

LUCIA AZZOLINA: “RISCHIAMO CHIUSURE E QUARANTENE A RIPETIZIONE”

Secondo Lucia Azzolina il ministero dell’Istruzione avrebbe dovuto lavorare su trasporti e tracciamento, invitando il governo a intervenire subito. Passando all’obbligo vaccinale per insegnati e personale: «Il vaccino al personale credo sia inevitabile per il governo, ma è una foglia di fico». Secondo la grillina, infatti, i docenti hanno risposto benissimo alla chiamata fatta dal precedente governo, con il 75% di insegnanti vaccinati ad aprile, mentre adesso ci sono dei ritardi. Lucia Azzolina ha poi aggiunto: «Vaccinare il personale non risolverà il problema. Chi lo pensa, o è in malafede o ignora del tutto la situazione. Se le misure rimarranno quelle di adesso il disastro è annunciato, indipendentemente dalla vaccinazione del personale. Saranno chiusure e quarantene a ripetizione e alcune Regioni si toglieranno il pensiero sospendendo la didattica in presenza». Per quanto riguarda il green pass per gli studenti, secondo l’ex ministro rischia di essere discriminatorio, arrivando a favorire la dispersione scolastica. Il suo giudizio è netto, pensando anche alle difficoltà incontrate al ministero: «Abbiamo bisogno che il governo dica ‘tutti a scuola’ scavalcando anche le regioni».



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