Lucrezia Lante della Rovere/ “Continuo a parlare con mia madre nonostante la morte”

- Carmine Massimo Balsamo

Lucrezia Lante della Rovere ospite a La vita in diretta: dai ricordi dell’infanzia al ricordo della madre Marina Ripa di Meana.

Lucrezia Lante della Rovere
Lucrezia Lante della Rovere

Protagonista nella fortunata serie tv “La strada di casa”, Lucrezia Lante della Rovere ospite oggi a La vita in diretta. L’attrice, figlia di Alessandro dei duchi Lante della Rovere e della stilista Marina Ripa di Meana, ha ricordato la sua infanzia: «Ero molto fragile ma anche molto forte: venivo da una famiglia dove il conflitto era molto presente, è stato un po’ difficile. Vivere con dei genitori che non vanno d’accordo è un peso, c’è un conflitto eterno di cui ti senti responsabile: è una cosa faticosa». Poi l’amore per la recitazione: «Non ero una bimba eccentrica, ero molto timida e molto chiusa. Facevo però un gioco: accumulare tantissimi fogli e scrivere con una lingua immaginaria delle storie. Avevo una specie di libreria di cartacce, che sono i miei copioni di adesso. Avevo già una scrivania, un posto di copioni, che sono la partenza del mio lavoro».

LUCREZIA LANTE DELLA ROVERE, IL RICORDO DELLA MADRE

Lucrezia Lante della Rovere è poi tornata sull’essere una mamma giovane:: «Le donne sono capaci di fare un sacco di cose, una volta le donne facevano i figli da giovani, oggi si fanno da vecchie. Sicuramente avrò fatto molti errori, avevo tante ingenuità e poca pazienza, ma gli errori si fanno anche dopo». Successivamente, il ricordo della madre Marina Ripa di Meana: «Io credo che il dialogo con le persone che non ci sono più continui sempre, figuriamoci con una mamma: è una voce che è sempre presente. Anche se lei non c’è, il dialogo è continuo: la nostra madre è quella che ti ha partorito, il dialogo non finisce mai. Lei aveva chiesto di essere cremata e la tengo a casa in un’urnetta, la tengo lì tutti i giorni, buona e presente». E ancora: «Ho tantissime cose che me la ricordano, tante cose che lei diceva che mi irritavano le ripeto tale e quali: adesso ci rido, le accetto e continua il nostro dialogo»



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