Lufthansa rifiuta piano di aiuti/ Condizioni “troppo dure” dalla Commissione Europea

- Mauro Mantegazza

Lufthansa rifiuta piano di aiuti: condizioni “troppo dure” secondo la compagnia dalla Commissione Europea per i 9 miliardi stanziati dal governo Merkel.

Merkel Lufthansa Commissione Ue
Angela Merkel alle prese con il "caso" Lufthansa (LaPresse, 2020)

I vertici di Lufthansa respingono il piano di salvataggio del governo Merkel a causa dei paletti posti dalla Commissione europea per dare il via libera al prestito e all’ingresso nel capitale da parte dello Stato, che si dovrebbe prendere il 20% di Lufthansa in cambio di 9 miliardi di prestiti.

Il negoziato scaturito dalla richiesta della Commissione europea di cedere degli slot nei due fondamentali hub aeroportuali tedeschi, Francoforte e Monaco, non è andato a buon fine, inducendo i vertici della compagnia allo stop: “Le conseguenze economiche che ne deriverebbero” devono essere “analizzate approfonditamente”, si legge in un comunicato. Lufthansa intende rivedere l’intero pacchetto di aiuti proposto dal governo per evitare di ritrovarsi vincoli troppo penalizzanti dall’Antitrust europeo.

Secondo fonti citate dall’Handelsblatt, la dura reazione degli uffici di Margrethe Vestager (commissaria europea alla concorrenza) avrebbe sorpreso e irritato anche Berlino: Angela Merkel avrebbe annunciato una “dura battaglia” sui paletti posti dalla Commissione Europea. Philipp Steinberg, dirigente del ministero dell’ Economia, ha ricordato via twitter che i dettagli del salvataggio statale “erano stati negoziati con la Commissione Ue”. Vestager sarebbe preoccupata per il rischio che con i generosi aiuti statali Lufthansa possa diventare troppo dominante e schiacciare la concorrenza.

LUFTHANSA: SUGLI AIUTI DI STATO TENSIONE GERMANIA-COMMISSIONE UE

Secondo indiscrezioni, Lufthansa avrebbe accettato la cessione di slot a Francoforte e Monaco chiesta da Bruxelles, ma avrebbe posto a sua volta condizioni: ingresso dei concorrenti limitato nel tempo, fino al rientro dall’emergenza e alla restituzione dei prestiti. Nella “partita a scacchi” fra Lufthansa e la Commissione Europea, ci sarebbe stata anche la richiesta di ammodernamento della flotta per ridurre le emissioni di anidride carbonica e il divieto di pagare dividendi agli azionisti.

Il governo tedesco invece avrebbe voluto nel consiglio di sorveglianza della Lufthansa due suoi rappresentanti in virtù del 20% dell’azionariato. Bruxelles, quando si tratta di sovvenzioni, aiuti o crediti di salvataggio, interviene sempre, anche quando si tratta della Germania, secondo alcuni “dominatrice” della Ue. La richiesta focale era appunto la cessione da parte della compagnia aerea di alcune rotte negli hub di Francoforte sul Meno e Monaco di Baviera, appena sei su 300.

Per Lufthansa già troppi e sufficienti per indebolire la competitività della compagnia. I vertici della compagnia aerea tedesca sembrano dunque voler giocare il tutto per tutto – scrive Walter Rauhe per La Stampa – e puntano in alto. Sarà un bluff? In ballo ci sono nove miliardi di aiuti, non pochi nemmeno per un colosso come Lufthansa: normale che il governo nazionale e a maggior ragione la Commissione europea fissino delle condizioni. Come andrà a finire?



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