Madame/ Il suo debutto alla Notte della Taranta: “Spero nessuno si offenda”

- Rossella Pastore

Madame è stata una delle protagoniste della Notte della Taranta 2021. L’artista è salita sul palco ‘in punta di piedi’: “Ho cercato di fare del mio meglio”.

Madame
La cantautrice Madame

Madame ed Enrico Melozzi sono i maestri concertatori della Notte della Taranta 2021, il grande spettacolo popolare andato in scena a Melpignano il 28 agosto scorso e che verrà trasmesso in differita oggi in seconda serata su Rai1. Madame ha fatto il suo ingresso sul palco in punta di piedi: fin da subito, in conferenza stampa, la cantante di Voce ha messo in chiaro di non essere una grande conoscitrice della pizzica e in generale dell’universo folk della Grecìa salentina, e per questo il suo approccio è stato molto sommesso.

In particolare, nel corso della sua apparizione, Madame ha eseguito il suo brano Marea in chiave pizzica e, soprattutto, due classici della tradizione salentina come Rondinella e Dici ca nu me voi. Potremo rivedere queste esibizioni nel corso della serata di oggi, precisamente a partire dalle 23.15. È la prima volta che la Notte della Taranta va in onda su Rai1: si tratta di un’edizione ‘storica’ anche per questo.

Madame racconta il suo approccio alla pizzica

“Sono molto contenta di essere qui”, ha esordito Madame in conferenza stampa. “Il mio obiettivo è di linguaggio. Sono stata premiata più volte in questo anno per la mia scrittura e per come uso le parole. Questo mi ha fatto molto riflettere, su di me e anche sul mio futuro. Penso che inizierò proprio da qui in poi ad amare tutto quello che di nuovo vedrò. Per me amare è comprendere e cercherò di portare questa tradizione a tutti, nelle mie parole, per raggiungere il bimbo di dieci anni come la signora di ottantacinque”.

Il suo avvicinamento alla Taranta e in generale alla cultura e alla tradizione salentina è avvenuto in maniera piuttosto naturale. La sua intenzione, innanzitutto, è stata quella di comprendere cosa fosse la pizzica e cosa rappresentasse questa danza per la gente del posto. Gente profondamente attaccata alle radici della propria identità, come ha opportunamente notato: “È una tradizione che mi piacerebbe tradurre in altri linguaggi, in una chiave nuova; una tradizione rivestita di nuovo per la quale ho riscritto alcuni testi tradizionali e spero che nessuno si offenda. Ho cercato di fare del mio meglio per portare la mia penna in questo nuovo mondo”.



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