Maestra d’asilo arrestata a Mondovì/ Botte e insulti ai bambini: “Clima di terrore”

- Dario D'Angelo

Maestra d’asilo arrestata a Mondovì: botte e insulti ai bambini. Le lamentele dei genitori hanno fatto scattare le indagini: i figli erano terrorizzati.

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Asilo (Foto: LaPresse)

Insulti e percosse ai bambini: un mix di violenze fisiche e verbali sono valse l’arresto ad una maestra d’asilo di 57 anni assunta come organico Covid e in servizio in una scuola dell’infanzia di Mondovì, nel Cuneese. I soprusi, come riportato da TgCom24, sono stati commessi nei confronti di alunni di età compresa tra i 3 e i 5 anni. L’indagine, scattata dopo le lamentele di alcuni genitori, con l’ausilio di telecamere nascoste ha documentato quella che gli inquirenti hanno definito come una “condotta sproporzionata rispetto alla finalità educativa e lesiva della dignità dei piccoli“. La maestra d’asilo, residente nel monregolase, avrebbe infatti rivolto ai piccoli urla, castighi, ingiurie e minacce, senza risparmiargli anche delle percosse. La misura cautelare nei suoi confronti è stata emessa dal gip del tribunale di Cuneo su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini.

MAESTRA D’ASILO AVEVA INSTAURATO CLIMA DI TERRORE IN AULA

A far sì che gli inquirenti ponessero la lente d’ingrandimento sulla condotta della maestra d’asilo, assunta ad inizio anno scolastico con un contratto a tempo determinato e assegnata alla scuola dell’infanzia quale organico Covid per consentire lo sdoppiamento delle classi, sono state come detto le lamentele di alcuni genitori, che avevano posto l’accento sui comportamenti dell’insegnante dopo che i loro figli avevano manifestato il desiderio di non frequentare più le lezioni. Dopo aver acquisito i primi elementi di riscontro sui maltrattamenti rivolti ai bambini nel corso dell’orario scolastico, i carabinieri hanno monitorato costantemente il comportamento della donna mediante l’impiego di telecamere, “potendo così documentare – si legge in una nota – la sua condotta, apparsa certamente sproporzionata rispetto alla finalità educativa e lesiva della dignità dei piccoli“. La maestra aveva creato un clima di tensione emotiva e di paura all’interno della classe al fine di contenere e gestire la normale esuberanza dei bimbi, i quali erano anche oggetto di tentativi di condizionamento psicologico per evitare che raccontassero ai genitori ciò che avveniva all’interno dell’aula.



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