Maila Andreotti “Dino Salvoldi mi ha molestata”/ “Entrava in camera se ero nuda e…”

Maila Andreotti rompe il silenzio sullo scandalo abusi nel ciclismo femminile: “Il ct Salvoldi? Molestie erano psicologiche. I rapporti con le altre…”.

maila andreotti
Maila Andreotti (Facebook)

Lo scandalo abusi ha sconvolto il mondo del ciclismo femminile, Maila Andreotti rompe il muro del silenzio e racconta la sua verità ai microfoni del Corriere della Sera. La giovane ciclista è stata convocata dalla Procura perché il suo nome era in un articolo di giornale – «Non cerca vendette, non ha denunciato violenze sessuali nei suoi confronti», le parole dell’avvocato Camilla Beltramini – ed ha parlato così dell’ex commissario tecnico Dino Salvoldi: «Diceva: “Lascia la porta della camera aperta”. E lui entrava in qualsiasi momento, che tu fossi vestita o no. Lamentele tra atlete? Tra di noi, più e più volte. Ma nessuna ha voluto dirlo all’esterno». Maila Andreotti ha sottolineato di non essere mai stata molestata «fisicamente da Salvoldi»: tutte «le ragazze che hanno avuto rapporti con lui erano tutte consenzienti», lei tiene piuttosto ad accendere i riflettori sulla «questione psicologica, non fisica. Certe cose non vanno bene a priori».

MAILA ANDREOTTI SULLO SCANDALO ABUSI NEL CICLISMO FEMMINILE

Maila Andreotti si è ritirata da giovanissima, abbandonando il Keirin ad un passo dalle Olimpiadi di Tokyo. Una scelta che fa riflettere visti i 20 titoli italiani su pista in bacheca, ma forse c’è un perché: «Maggio 2012, avevo 16 anni. Ai pre campionati europei juniores e under 23 in Portogallo c’erano nuovi tecnici e massaggiatori. Ebbi la sensazione che Dino Salvoldi trattasse le ragazze in modo diverso. Con me era professionale, con qualcuna molto più aperto», le sue parole al Corriere della Sera. E racconta di un massaggiatore: «Il marcio l’ho visto la prima volta che ho incontrato un certo massaggiatore. Mi faceva domande strane, faceva battute un po’ spinte, entrava nella mia camera senza bussare e mi diceva “spogliati” prima dei massaggi». Prosegue la Andreotti: «Un massaggiatore normalmente entra, ti mette un asciugamano addosso e ti massaggia. Lui stava a guardarmi mentre mi spogliavo. Mi sono sentita a disagio. Scarsa professionalità? No, e l’ho capito quando mi ha massaggiato solo il sedere. Mi sono lamentata con il mio allenatore dicendo che volevo l’altro massaggiatore».



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