MANIACO DEI DISTRIBUTORI, PRESO INCUBO DONNE ALTO MILANESE/ Ecco cosa lo ha tradito

- Dario D'Angelo

Preso il maniaco dei distributori che terrorizzava le donne dell’Alto Milanese: negli ultimi mesi ne aveva stuprato quattro con lo stesso sistema.

Polizia a scuola
Polizia (LaPresse, immagini di repertorio)

Il maniaco dei distributori che negli ultimi mesi aveva terrorizzato le donne dell’Alto Milanese è stato preso. Si tratta di un 35enne pregiudicato italiano residente prima a Legnano e poi trasferitosi a Milano, responsabile di rapina, sequestro di persona, violenza sessuale e lesioni ai danni di quattro donne. Il suo modus operandi era sempre lo stesso: l’uomo, incappucciato e con indosso dei guanti di lattice, saliva sulla macchina di una donna che stava effettuando il rifornimento e minacciandola le ordinava di allontanarsi dal distributore per raggiungere un luogo isolato, spesso una zona boschiva. Era lì che il maniaco approfittava della malcapitata violentandola e derubandola. Un copione che si è ripetuto identico per 4 volte, fino a quando il 35enne non è stato “tradito” da una traccia di Dna.

PRESO MANIACO DEI DISTRIBUTORI

Fatale per il maniaco dei distributori, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare notificatagli dagli agenti del commissariato di Busto Arsizio in carcere, dov’era detenuto per altri reati, è stata una colluttazione al volante con una donna lo scorso inverno. Nel tentativo di liberarsi dalla morsa dell’assalitore, la vittima ha infatti strappato il guanto in lattice del maniaco, che ha così lasciato una sua traccia di Dna utilizzata dalla Scientifica di Milano per confrontarla con altre tracce biologiche trovate a seguito delle altre aggressioni. Decisivo è risultato lo scambio di informazioni con gli agenti del commissariato di Legnano, a conoscenza di un altro episodio analogo consumato lo scorso aprile. La zona in cui il maniaco dei distributori era solito operare era ascrivibile al perimetro del “Parco Alto Milanese”, nelle zone di Castellanza, Parabiago e Villa Cortese. Gli investigatori parlano di «responsabilità penale del soggetto aggravata dalla serialità del comportamento».



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