Marcello Lippi/ “Serie A e calcio? Convivere col virus) (Le parole della settimana)

- Emanuele Ambrosio

Marcello Lippi ospite a Le parole della settimana di Massimo Gramellini. Intanto sulla questione calcio: “facciamo partire tutte le attività”

Marcello Lippi

Marcello Lippi ospite a Le parole della settimana, il programma condotto da Massimo Gramellini e trasmesso sabato 30 maggio 2020 su Raiuno. Lo storico ex ct della Nazionale è il personaggio intervistato della puntata: una lunga chiacchierata col giornalista e conduttore che verterà sulla ripartenza del calcio e del campionato di calcio di Serie A prevista per il prossimo 20 giugno. “No, non spaventa nessuno onestamente” – ha precisato l’allenatore in collegamento al programma Tagadà condotto da Tiziana Panella su La7. Lippi parlando dello stop del calcio per via dell’emergenza Coronavirus ha detto: “abbiamo gestito il periodo iniziale con grande difficoltà e poi piano piano le cose si sono calmate. Hanno cominciato a dire che avremo dovuto convivere con il virus che ci avrebbe messo parecchio tempo a andarsene. Allora conviviamo con questo virus, facciamo partire tutte le attività, non solo il calcio”. Sulla ripartenza del calcio però l’allenatore ha anche aggiungo: “si ripartiamo, ma ci sono state tante contraddizioni su questo. Quando si parla di calcio la gente storce un pò il naso; il calcio non è soltanto calciatori che guadagnano cifre miliardarie o milionarie”.

Marcello Lippi: “Se viene fuori un caso positivo nel calcio…”

Marcello Lippi sempre a Tagadà su La7 ha dichiarato: “il calcio è un’industria come tutte le altre, è giusto che riparta tutto. Non dobbiamo avere paura di convivere con il virus e tra l’altro non si può dire che la situazione sia come tre mesi fa”. Alla domanda di Tiziana Panella qualora venisse fuori dopo la ripresa del campionato di calcio di Serie A un caso di un giocatore positivo al Covid-19, Lippi ha replicato: “se viene fuori un caso positivo questo calciatore sarà messo in disparte, sarà curato e esaminato e credo che non è possibile pensare ad una quarantena di tutta la squadra e della squadra che ha giocato ieri con il giocatore, in questo caso è inutile che cominciamo”. Infine la riflessione dell’allenatore: “tutti devono ripartire, anche dal punto di vista emozionale, anche se ho sentito dire delle cose, delle norme un po’ anacronistiche. Come fa un giocatore a non sputare quando è nel pieno dello sforzo fisico? Un calciatore quando corre, è in fatica, gli viene naturale espellere un pò di saliva” tutte le attività, compreso il calcio. Il calcio è un’industria come tutte le altre”.







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