Marco Giampaolo allenatore Milan/ Con lui il preparatore dell’Inter del Triplete

- Carmine Massimo Balsamo

Marco Giampaolo al Milan, è ufficiale: l’ex tecnico della Sampdoria è l’erede di Gennaro Gattuso, ecco il comunicato dei rossoneri e l’accoglienza di Salvini

marco giampaolo milan
Presentazione Marco Giampaolo (Foto LaPresse)

C’è un pezzo di Inter del Triplete nel nuovo Milan di Marco Giampaolo che sta prendendo forma. Come riportato dal Corriere della Sera, il nuovo allenatore rossonero ha infatti chiesto esplicitamente e ottenuto che ad accompagnarlo nell’avventura più importante della sua carriera fosse Stefano Rapetti, preparatore atletico dell’Inter di Mourinho che fece il Triplete, con cui ha già lavorato alla Sampdoria fino al maggio 2018. Rapetti, considerato un’eccellenza dagli addetti ai lavori, lasciò poi Genova proprio per la chiamata dello Special One, che lo ha voluto con sé nella sua esperienza al Manchester United. Tra Rapetti e Giampaolo c’è un feeling professionale importante: il tecnico pensa che avere un preparatore atletico di questo calibro nel suo staff possa essere un valore aggiunto per il suo Milan. Sarà così? (agg. di Dario D’Angelo)

GIAMPAOLO E IL BENVENUTO DI SALVINI

Marco Giampaolo è pronto per iniziare la sua avventura sulla panchina del Milan: nelle scorse ore è arrivata l’ufficialità del suo sbarco in rossonero, contratto biennale con opzione per il terzo anno. Tra i primi ad accogliere l’ex Sampdoria, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha scritto su Facebook: «Benvenuto Mister, col Milan sempre nel cuore». E proprio di Giampaolo ha parlato l’ex presidente milanista Silvio Berlusconi ai microfoni di Sky Sport: «Mi dicono che è una persona che può fare al caso del Milan. Ho chiesto al presidente Paolo Scaroni di poterlo incontrare insieme a lui perché vorrei passargli qualche suggerimento. Il primo riguarda il modulo con il trequartista dietro le punte, ma so che lui l’ha già praticato nelle squadre che ha allenato. Avrei anche qualche suggerimento sui singoli giocatori per impiegarli nel modo migliore». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

UFFICIALE, GIAMPAOLO NUOVO ALLENATORE DEL MILAN

Marco Giampaolo è il nuovo allenatore del Milan, pochi minuti fa è arrivata l’ufficialità: dopo l’esperienza più che positiva sulla panchina della Sampdoria, il tecnico di Bellinzona sarà l’erede di Gennaro Gattuso. Ecco il comunicato diramato dal Diavolo: «AC Milan comunica che, a partire dal 1° luglio 2019, affiderà la conduzione tecnica della Prima Squadra a Marco Giampaolo, attraverso un contratto con il Club rossonero fino al 30 giugno 2021, con un’opzione per il rinnovo fino al 30 giugno 2022». Contratto biennale con opzione, dunque, come preventivato negli scorsi giorni. Sarà lui a guidare Piatek e compagni dal prossimo 9 luglio, giorno del primo allenamento stagionale a Milanello, e filtra grande ottimismo in casa meneghina per la rinascita dopo una stagione decisamente deludente, conclusasi con un quinto posto.

MARCO GIAMPAOLO AL MILAN, LE PAROLE DEL MENTORE DELIO ROSSI

«Il Milan è in buone mani? Assolutamente sì, sono sicuro che in rossonero farà bene. D’altronde, non vieni chiamato dal Milan se nel corso degli anni non hai dimostrato qualcosa di importante», così il mentore Delio Rossi ai microfoni de Il Milanista sullo sbarco in rossonero del tecnico nato in Svizzera. L’ex mister di Palermo e Sampdoria ha poi aggiunto: «Pronto per una big come il Milan? Sì, lo ha dimostrato con i risultati. Nel tempo ha fatto vedere di essere bravo, preparato e molto propositivo nel gioco che esprime. Conosce il calcio e lo sa insegnare. Ha fatto tanta gavetta, attraversando anche momenti difficili, ma ha saputo sempre rialzarsi e ripartire. Nessuno gli ha mai regalato nulla: tutto quello che ha ottenuto se l’è conquistato con il lavoro». E i due sono ancora in contatto: «Negli ultimi anni non ci siamo sentiti tantissimo, anche perché io non sono un tipo che coltiva molto i rapporti (ride ndr). Tuttavia la mia stima e il mio affetto nei suoi confronti sono immutati. Gli faccio un grande in bocca al lupo e tifo per lui».

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