MARIA CHINDAMO FU DATA IN PASTO AI MAIALI/ Il documento esclusivo su Salvatore Ascone

- Silvia Polvere

Il sistema di videosorveglianza che ha filmato il rapimento di Maria Chindamo è stata manomesso da Salvatore Ascone, il maggiore indagato dell’omicidio.

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Maria Chindamo (Chi l'ha visto)

Maria Chindamo, l’imprenditrice di Laureana di Borrello, Calabria, scomparsa il 6 maggio 2016 nelle campagne di Limbardi, fu “uccisa e data in pasto ai maiali o fatta a pezzi con un trattore per far sparire ogni traccia del suo corpo”. A rivelarlo è il pentito Antonio Cossidente. Nella puntata di “Chi l’ha visto?” in onda su Rai3 questa sera, mercoledì 13 gennaio, alle 21:20, verrà mostrato un documento esclusivo su Salvatore Ascone, uno dei personaggi chiave nel caso della morte della giovane imprenditrice calabrese Maria Chindamo.

È il proprietario della telecamera disattivata che avrebbe dovuto riprendere il rapimento della donna. Le analisi svolte dai Carabinieri sulla “scatola nera” del sistema di videosorveglianza hanno portato alla luce le manomissioni effettuate dagli indagati esattamente la sera prima della scomparsa della donna, allora di 44 anni. Secondo gli inquirenti, la manomissione del sistema di videosorveglianza è inequivocabilmente propedeutica al delitto che era stato pianificato per la mattinata successiva. Gli esecutori materiali del rapimento e dell’uccisione di Maria Chindamo avrebbero così potuto procedere indisturbati nella loro azione criminale.

MARIA CHINDAMO, UCCISA PER NON ESSERSI PIEGATA ALLA ‘NDRANGHETA

Maria Chindamo è stata uccisa per non aver ceduto alle offerte di Salvatore Ascone, “U pinnularu”, narcotrafficante vicino al clan Mancuso. La sua casa confinava con quella di Maria, che avrebbe voluto acquistare. Ma la donna non ha voluto cedere alla prepotenza di Ascone e, alle richieste sempre più insistenti dell’uomo, ha continuato opporsi con fermezza. Per questo motivo è stata uccisa e il suo corpo fatto sparire, impedendo alla famiglia e i suoi figli di darle una degna sepoltura. “Leggere queste cose è stato un pugno nello stomaco” ha detto il fratello di Maria, Vincenzo “Mi si è gelato il sangue. Mi rendo conto che la fine di Maria non possa essere stata una fine dignitosa, ma violenta e intrisa di criminalità. Ma leggere questi dettagli, immaginarla sotto un trattore o mentre un maiale che le sbrana il viso ci ha fatto girare la testa”. Sul movente dell’omicidio Vincenzo nutre ancora dei dubbi: “La questione del terreno può essere stato uno dei motivi, ma non è secondo me il movente assoluto. Credo ci sia stata una convergenza di motivi che si è abbattuta su di lei. Sappiamo per certo che la famiglia dell’ex marito di mia sorella, Nando, aveva ostilità nei confronti di Maria in seguito alla morte di lui”.

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