MARIA DE BIASE, CHI È/ “Io sono la speranza dell’improbabile” (Che ci faccio qui)

- Emanuela Longo

Maria De Biase a Che ci faccio qui: la preside ecologista che insegna ai bambini il rispetto della natura e del nostro Pianeta

maria de biase checifaccioqui
Maria De Biase a Che ci faccio qui

Maria De Biase è ripartita dalle cose semplici per insegnare agli alunni della sua scuola del Cilento che si può costruire un futuro migliore. «I ragazzi e le loro famiglie mi fermano per strada per dirmi che da quando ci siamo noi hanno cambiato stile alimentare o li incontro in spiaggia con le borracce di alluminio senza più plastica», ha raccontato a Che ci faccio qui su Raitre. «È una cosa meravigliosa, ne valeva la pena», aggiunge esprimendo la soddisfazione nel vedere tradotte le sue lezioni in cambiamenti concreti. E questi riguardano anche la scuola, che «ha bisogno di recuperare la cura, l’attenzione, la concentrazione». Per Maria De Biase è importante dare tempo ai ragazzi: «Proviamo a non alimentare la loro inquietudine, la loro iperattività. Questo che favorisce la crescita. Le scuole sono diventate dei non luoghi, questo è un luogo». Ma non è facile, soprattutto perché il “sistema” è diverso. «A volte mi sento un errore ma poi capisco che in realtà sto applicando i principi della costituzione, garantendo dei diritti costituzionali e quindi non sono un errore, sono al mio posto, sono la speranza dell’improbabile». (agg. di Silvana Palazzo)

MARIA DE BIASE A CHE CI FACCIO QUI

Maria De Biase sarà la protagonista della nuova puntata di Che ci faccio qui, la trasmissione di Domenico Iannacone in onda stasera 12 giugno dalle 20.20 su Raitre. Siamo in Campania, precisamente nel cuore del Cilento, dove la De Biase è la preside di una scuola primaria. Qui, da anni, la donna insegna come rispettare la natura ma anche il significato di temi importanti come ecosostenibilità e riciclo. Un preside ecologico, dunque, il quale ha deciso di dare vita ad una vera e propria rivoluzione a scuola che va ormai avanti da diversi anni. Nella scuola dove si è trasferita da Napoli, la professoressa ha insegnato a centinaia di bambini che per merenda si intende pane e olio perchè le classiche merendine confezionate sono state bandite, così come la plastica. E che con gli olii esausti è possibile realizzare delle saponette. Piccoli consigli e trucchetti grazie ai quali 600 bambini riscoprono ogni giorno quanto sia possibile e bellissimo preservare con pochi gesti il Pianeta che ci ospita e di cui spesso ce ne dimentichiamo.

MARIA DE BIASE, PRESIDE ECOLOGISTA: LA SUA RIVOLUZIONE

Maria De Biase arriva a San Giovanni a Piro, piccolo centro di appena 3700 anime in provincia di Salerno nel 2007. Al centro dei suoi insegnamenti a scuola, presso l’Istituto Comprensivo Teodoro Gaza, il rispetto delle tradizioni più antiche del territorio, al fine di riscoprire le proprie origini e le antiche abitudini. Pasti cucinati con i prodotti dell’orto sinergico della scuola, eliminazione della plastica a favore del coccio, recupero degli olii di scarto da cucina per autoprodurre il sapone sono solo alcune delle iniziative messe in atto dalla donna, che ha avviato una vera e propria rivoluzione nella scuola. In una intervista al Fatto Quotidiano del 2013, la De Biase aveva raccontato il suo approdo nel piccolo centro del Cilento: “ero insegnante e lavoravo sui progetti di educazione alla legalità sulla zona di Napoli e provincia”, aveva spiegato. Professori e docenti e genitori, in vista del suo arrivo, attendevano grandi novità ma sin da subito lei fece presente l’intenzione di incentrare tutto il suo lavoro sull’educazione alla ruralità: “Questo è stato per loro uno choc e me lo dicono ancora, per loro ruralità era arretratezza, antichità”. Si iniziò così con la “guerra alle merendine confezionate”, che portò all’arrivo delle eco-merende fino agli eco-compleanni. Con una provocazione: “Tutto ciò è illegale perchè a scuola si devono usare le merendine confezionate”, aveva spiegato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA