Marina Berlusconi “Mio padre merita più rispetto”/ “Caccia al colpevole sconcertante”

- Silvana Palazzo

Marina Berlusconi difende il padre Silvio: “La sua malattia merita più discrezione e rispetto”. Poi attacca: “Caccia al colpevole sconcertante, calpestati sentimenti di familiari”

Marina Berlusconi
Marina Berlusconi, Gruppo Mondadori (LaPresse, 2019)

Marina Berlusconi scende in campo a difesa del padre Silvio. La prima figlia del leader di Forza Italia, ricoverato al San Raffaele dopo essere risultato positivo al coronavirus, interviene per chiedere maggiore discrezione e rispetto nei confronti del padre e della sua malattia. «Credo che la malattia di mio padre, come quella di qualunque altro essere umano, meriterebbe ben maggiore rispetto, discrezione e attenzione alla verità di quanto non legga e non ascolti in questi giorni», dichiara la primogenita di Silvio Berlusconi e presidente di Fininvest e Mondadori. Questi ultimi giorni, spiega Marina Berlusconi, sono stati caratterizzati «dalla ossessiva ricerca di conflitti che non esistono e da una caccia al “colpevole” che lascia davvero sconcertati». Il riferimento della numero uno di Fininvest è alla vicenda che vede suo malgrado protagonista la sorellastra Barbara, indicata come “l’untrice” della famiglia a causa di una serata trascorsa in due locali a Capri, prima di andare a Villa Certosa.

MARINA BERLUSCONI E LA MALATTIA DEL PADRE

I toni scelti da Marina Berlusconi sono molto accesi. «Sono stati calpestati i sentimenti di familiari e amici veri», ha aggiunto la presidente di Fininvest e Mondadori. Nella nota ufficiale che ha diffuso la primogenita di Silvio Berlusconi affronta anche un aspetto della vicenda che la riguarda direttamente: «Mi vedo attribuiti non solo pensieri che non ho mai avuto e accuse che non mi sono mai sognata di formulare, ma addirittura parole e giudizi che non avrei mai avuto motivo di pronunciare». Anche da qui la sua dura reazione: «Sarò un’ingenua, ma non riesco a rassegnarmi nel vedere così calpestati i sentimenti di familiari, amici veri, collaboratori leali». E ritiene che così venga calpestato anche l’impegno dei medici «che stanno seguendo come sempre mio padre con grande professionalità e umanità e che ci tengo ancora una volta a ringraziare».



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