Marinella Soldi (presidente Rai)/ “Cambiamento necessario, sì a scelte impopolari”

- Carmine Massimo Balsamo

La presidente Rai Marinella Soldi al Corriere: “Con le ultime nomine abbiamo portato al vertice dell’informazione ottimi professionisti”

marinella soldi
(Tg1)

Marinella Soldi a tutto tondo ai microfoni del Corriere della Sera. La manager da un mese è la nuova presidente Rai e non sono mancate le turbolenze, a partire dalla critiche sulle nomine. L’obiettivo è quello di cambiare l’attuale assetto per metterlo al passo con i tempi e la grande opportunità è data dal nuovo contratto di servizio 2023-2027, collegato al nuovo piano industriale e ai fondi del Pnrr…

“Non si può investire nel nuovo e insieme lasciare intatto l’esistente: per questo dovremo compiere scelte, magari difficili, impopolari, ma non vedo alternativa. Il servizio pubblico è tale se parla a tutti i cittadini, non solo ad un pubblico più che maturo, come oggi”, l’analisi di Marinella Soldi, mettendo in risalto la necessità di distribuire le risorse diversamente tra offerta tradizionale e offerta digitale, con un cambio di atteggiamento, di cultura e di competenze: “E bisogna anche scegliere bene su quali dati prendere poi decisioni: non crogiolarsi nelle celebrazioni di ciò che è stato”.

MARINELLA SOLDI: “NOMINE? QUESTIONE DI MERITO”

Una delle mission della Rai è la decentralizzazione, ha spiegato Marinella Soldi, sottolineando che temere un ridimensionamento dell’informazione territoriale non è giusto: “Anzi, Roma è anche troppo centrale negli equilibri di potere dell’azienda. Decentralizzare è un buon modo per ascoltare meglio dove va il mondo e il mercato, mettere a frutto competenze e potenzialità del territorio”. Poi Marinella Soldi s’è soffermata sul dossier nomine, con le critiche arrivate dalla politica, a partire dal Movimento 5 Stelle: “Con le ultime nomine abbiamo portato al vertice dell’informazione ottimi professionisti, tra cui tre donne. La questione femminile per me è questione di merito, più che di genere. Ma la gender equality ancora non è realtà, nel Paese, prima di tutto. In linea con la strategia nazionale, la Rai dunque può fare moltissimo per la parità di genere, con la sua programmazione E nella gestione aziendale. Se vogliamo essere rilevanti, inclusivi, sostenibili e credibili, dobbiamo iniziare a esserlo al nostro interno”.



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