Mario Placanica, ex carabiniere che sparò a Carlo Giuliani/ “Sento ancora voci…”

- Silvana Palazzo

Mario Placanica, a In Onda parla l’ex carabiniere che sparò a Carlo Giuliani al G8 di Genova. “Sento ancora delle voci… Non riesco più a pensare, maledico il giorno che…”

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Mario Placanica a In Onda

Sono passati venti anni dalla morte di Carlo Giuliani al G8 di Genova, ma Mario Placanica è ancora visibilmente provato. «Io sono il simbolo di quello che non deve accadere mai», ha raccontato il carabiniere che sparò al manifestante. Per tale vicenda è stato indagato per omicidio e poi prosciolto per legittima difesa e uso legittimo delle armi. «Quando ero carabiniere ero un figurino, ero magro. La schiena ce l’ho troppo rovinata. Delle volte mi stanco pure a stare seduto. Mi sento vecchio, come se mi hanno consumato questi ultimi venti anni, mi hanno consumato proprio la mente», ha dichiarato ai microfoni di “In Onda”, su La7. Vorrebbe tornare indietro e «cancellare il G8 a Genova», ma non può fare altro che ricordare cosa accadde.

«Gli occhi ce li avevo semichiusi, davanti a me Giuliani non c’era quando ho sparato. Mira non ne ho presa perché non ne ho avuto il tempo. È vera la cosa del sanpietrino, è stato deviato il colpo», ha proseguito Mario Placanica, che il 13 agosto compirà 41 anni.

MARIO PLACANICA “MALEDICO IL GIORNO CHE…”

Mario Placanica aveva circa vent’anni all’epoca. Poco meno di Filippo Cavataio. Quest’ultimo fece «retromarcia con il Defender». Nella ricostruzione l’ex carabiniere spiega che «disse che non vedeva se era vivo o era morto. Era ancora vivo lui, Carlo. L’ha distrutto il passaggio del Defender». Lui però ha saputo solo cinque ore dopo che Carlo Giuliani era morto. Rimasto nei carabinieri per quasi cinque anni, è stato poi congedato. «Mi hanno visto che non c’ero proprio. “Tu dove sei Mario? Tu non ci sei con la testa”. Mi hanno visto che ero assente. Sentivo ‘ste voci in continuazione che mi ossessiovano. Me ne dicevano di tutti i colori, come stanno continuando a fare. Come quando uno viene torturato. Lo sai che io non penso più? Lo sai tu?».

Placanica non è mai riuscito a voltare pagina. «Non sto combinando niente. A casa come un nullafacente. Non si riparte facilmente dalla zone dove sei nato. Però io non sono voluto scappare da qua perché c’è mia madre, non la possiamo lasciare sola. Già mio padre ci ha lasciati un anno fa». Ora può solo contare sul sostegno della sua famiglia: «Dei carabinieri non si è fatto vedere nessuno. Gli altri sono diventati generali di corpo d’armata. Io… maledico il giorno che sono partito nei carabinieri».



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