MARTINA PANINI/ “Da piccolo ero Marco e sordo. Ora sono una donna…” (Vieni da me)

- Stella Dibenedetto

Martina Panini, make up artist, racconta a Vieni da me la sua vita difficile da transessuale sorda: “ho subito violenza e bullismo”.

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Martina Panini a Vieni da me

E’ una storia toccante quella che Martina Panini racconta a Vieni da me. “Quando ero bambino mi chiamavo Marco. Mi ricordo di aver avuto un black-out e di non aver sentito più niente. Quei mesi sono stati bruttissimi perché io non sentivo proprio niente ed è stata una situazione tragica perché anche mio padre era sordo”, racconta Martina che, all’epoca, aveva quattro anni. “Con delle protesi, finalmente ci sentiva, ma è stata molto dura”, aggiunge la mamma. A scuola, Marco aveva una logopedista che lo picchiava ed era molto violenta. Marco raccontò tutto alla madre che, inizialmente, diede fiducia a questa persona fino a quando non vide con i propri occhi quello che accadeva a scuola. Nel frattempo, Marco cominciò a sentirsi a disagio nel proprio corpo. “Io ho iniziato a dirlo ai miei genitori a 18 anni. Quando avevo già 5 anni, però, mi ero accorta di essere nata nel corpo sbagliato. Sono stati anni difficili perché dovevo comportarmi da maschio subendo le offese degli altri perché mi vedevano troppo femminile”, racconta Martina che, ad un certo punto, dopo aver subito tanti atti di violenza e bullismo, decide di raccontare tutto ai genitori. Dopo aver parlato alla famiglia del suo desiderio di diventare donna, Martina ha cominciato il suo percorso. A cambiare la vita di Martina è stato uno zio, il fratello della madre, che arrivato in Italia dall’America, dopo aver ascoltato le parole di Martina, l’ha portata con sé dandole la possibilità di sentirsi libera e da quel momento è iniziata la vera vita di Martina (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

MARTINA PANINI: “RACCONTO LA MIA STORIA A VIENI DA ME”

Martina Panini, una Make Up Artist di 33 anni, impegnata in un lavoro che la rende felice e che la porta in giro per il mondo, è una delle protagoniste della puntata odierna di Vieni da me, la prima del 2020. La sua vita, oggi, è serena, ma in passato è stata molto difficile essendo nata nel corpo sbagliato. Martina, infatti, era un maschio ma dentro di sé sentiva di essere una donna. Una condizione che l’ha portata alla depressione. Oltre alla sofferenza per essere nata nel corpo sbagliato, Martina dovette fare i conti anche con la sordità. Desiderosa di poter essere una donna, Martina ha cominciato a dipingere alla perfezione i volti delle donne appassionandosi al trucco. Decise, così, di dare una svolta alla propria vita iscrivendosi a vari corsi che, oggi, l’hanno resa una delle make up artist più famose. Oggi, Martina, insieme alla mamma, racconterà la sua storia ai microfoni di Caterina Balivo come ha annunciato lei stessa su Instagram. “Racconto la mia storia con mia mamma Veriana, una storia dove esistono fasi della mia vita, del dolore e della violenza. Ansia a palla, sudore e tanto coraggio di dire tante cose che non sapevate per me è tanto, è aiutarvi a essere forti. Spero che sia utile per molte persone che hanno paura di essere se stessi, del tabù, dei genitori che non accettano i figli, dell’educazione”, scrive Martina.

MARTINA PANINI: “SONO STATA VITTIMA DI BULLISMO E VIOLENZA”

Oggi, Martina Panini, ha avuto la sua rivincita diventando un’affermata professionista del make up. Alle sue spalle, però, c’è un passato di sofferenza. Martina, infatti, ha dovuto fare i conti con il bullismo, la violenza e le discriminazioni come ha raccontato lei stessa in un’intervista rilasciata ai microfoni del portale “La testata magazine”. “La mia infanzia è stata un incubo perché volevo essere una bambina e non potevo. È stato difficile perché dovevo essere forte, forte da dover scappare dagli scherzi anche violenti dei miei compagni di classe e dalla stessa violenza della mia logopedista”, ha raccontato Martina. Nella sua vita ha incontrato tante persone, alcune fondamentali per la sua serenità, altre decisamente cattive. “Esistono persone meravigliose che hanno assistito alla mia vita, alla mia transizione, al mio passato che mi hanno sostenuta. Molte brutte persone purtroppo si sono rivelate tardi, soprattutto fingendo di essere amici quando poi alle mie spalle facevano peggio. Omofobia alle stelle, ma non mi interessa. Ci pensa il karma a fare il suo corso. Ho avuto la rivincita, quella di aver fatto da sola, affrontando il peggio. Il bello è che le persone vere mi hanno sempre aiutata mentalmente e a sfogarmi”, ha concluso.

 

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