Massimo Galli “Lockdown per variante brasiliana? Forse”/ “Produrre vaccini altrove”

- Alessandro Nidi

L’esperto Massimo Galli è intervenuto a #Cartabianca per parlare della possibilità di un lockdown per arginare la mutazione Covid brasiliana

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Galli e Berlinguer

Massimo Galli, uno dei volti più celebri della medicina italiana, che abbiamo imparato a conoscere bene in questi mesi di pandemia, è intervenuto ieri sera a #Cartabianca, la trasmissione Rai condotta da Bianca Berlinguer, affrontando la questione della crisi di Governo: “Sono un italiano anziano, sono abituato a determinate manifestazioni della politica e credo che in questo momento fosse inadeguato e problematico mettersi per queste vie: avremmo altro a cui pensare. Dovremmo vedere grandi convergenze e la volontà di remare tutti dalla stessa parte. Da cittadino sono sconcertato”.

Le dimissioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e i possibili nuovi scenari governativi nel nostro Paese potrebbero anche portare presto gli italiani al voto e questo scenario, al momento, non piace a Galli, soprattutto dal punto di vista sanitario ed epidemiologico: “Sappiamo che l’infezione cammina con le gambe della gente: le elezioni non sono certo il modo migliore possibile per tenere le persone in casa”.

MASSIMO GALLI: “LA VARIANTE BRASILIANA PREOCCUPA”

Nel prosieguo del suo intervento a #Cartabianca, Massimo Galli ha parlato anche della questione varianti Covid, che stanno nuovamente creando preoccupazione in tutto il mondo e il nostro Paese, in tal senso, non fa eccezione. La più pericolosa sembra essere la mutazione brasiliana, la quale “potrebbe essere meno sensibile agli anticorpi neutralizzanti evocati dal vaccino. Forse potrebbe anche reinfettare più facilmente persone che sono già state infettate. Per il momento, tuttavia, abbiamo solo avvisaglie e timori, che spero si rivelino esagerazioni”. Sicuramente, però, “non basta bloccare i voli dal Brasile. Lockdown? Potrebbe essere la soluzione, ma si rivelerebbe inutile se non venisse organizzato con molti più test e vaccinazioni di massa”. Infine, una chiosa sui vaccini: “Bisognerà pensare di far produrre vaccini funzionanti su licenza in altri impianti, diversi da quelli delle aziende produttrici originarie, che potrebbero non farcela. Oppure valutare di aprire ad altri vaccini, come quelli che vengono dall’Oriente. Il vaccino russo Sputnik? Perché no? A fargli una pessima pubblicità sono stati gli annunci senza dati”.

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