Massimo Giletti/ “In amore ho fatto disastri, come mio padre. Figli? Non voglio…”

- Silvana Palazzo

Massimo Giletti dopo la morte del padre: “In amore ho fatto disastri, come lui”. Ora ha preso in mano le redini dell’azienda di famiglia. E sui figli…

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Massimo Giletti conduce Non è l'Arena

Massimo Giletti torna oggi in tv con “Non è l’Arena”, ma alle dirette alterna le maratone per incontrare i clienti della ditta di famiglia di Ponzone Biellese, di cui ora è presidente. Il 4 gennaio è infatti morto suo padre Emilio, quindi ora è lui a tenere le redini dell’azienda tessile piemontese. Lo ha promesso a suo padre. «Giurami che, quando non ci sarò più, tornerai qui e manderai avanti la fabbrica con i tuoi fratelli», gli ha detto. Lo rivela nell’intervista al Corriere della Sera, in cui spiega anche di essere cresciuto con un padre severissimo, anche con i suoi due fratelli maggiori, i gemelli Emanuele e Maurizio. «Voleva temprarci, insegnarci che nella vita bisogna fare sacrifici. Io venni affidato al capo officina». E infatti dopo la laurea continuò a lavorare in fabbrica. Poi però Massimo Giletti ha deciso di cambiare mestiere, per una ragione molto semplice. «Papà era un uomo solo al comando, non ha mai mollato, viveva per l’azienda e non delegava niente, stargli accanto era difficile, dopo ogni esame ne seguiva sempre un altro».

MASSIMO GILETTI “IN AMORE UN DISASTRO COME MIO PADRE”. SU NOZZE E FIGLI…

Quello col padre è stato un rapporto molto complicato, a partire dalla sua infanzia. «Da bambino ero legatissimo alla mamma e lui era… beh, piuttosto allegro sentimentalmente. La vedevo soffrire. Fu per me un dolore intenso, difficile da perdonare», racconta Massimo Giletti al Corriere della Sera. Quando è cresciuto ha rivisto quei comportamenti con un altro sguardo. E poi negli ultimi anni per lui è diventato più un fratello. «Se ci si vuole bene ci si ritrova sempre. I nostri abbracci sono diventati più intensi, quasi a compensare quelli che non avevo avuto da bambino». Anche lui comunque è piuttosto allegro sentimentalmente. «Lo so, qualche bel disastro amoroso l’ho combinato anch’io, purtroppo ho preso da lui, sarà il Dna». Ma a 57 anni fa ancora in tempo: «Il guaio è che per me se finisce la passione finisce pure l’amore e allora mi annoio. Però finché dura amo davvero». Solo che non dura. E quando gli viene chiesto se vorrebbe un figlio risponde: «Non aggiungiamo altri disastri». Neppure suo padre avrebbe voluto che si sposasse: «Si raccomandava sempre: “Non fare cavolate, guai a te se ti sposi”».



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