Massimo Ranieri: “Con Morandi grande rivalità”/ “All’inizio ero ‘Gianni Rock’, poi…”

- Alessandro Nidi

Massimo Ranieri, cantante di straordinario successo, ha parlato del suo rapporto con Morandi: “Oggi siamo grandi amici, all’epoca, invece…”

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Massimo Ranieri (Stories, Sky Tg24, 2021)

Massimo Ranieri, gigante della musica italiana, è intervenuto ai microfoni di “Stories”, rubrica di Sky Tg 24, nella serata di domenica 12 settembre 2021. Ricordando i suoi esordi, il cantante ha rivelato che il suo primo nome d’arte era Gianni Rock, perché lui amava Elvis Presley, definito, appunto, “The king of the rock”. Lo disse al suo discografico, che alla fine approvò la sua decisione. Poi, però, nel 1966 debuttò a Canzonissima nel 1966 e nacque in quel contesto Massimo Ranieri.

A livello sentimentale, invece, Ranieri ha rivelato che il suo primo amore si chiamava “Elena: io avevo 16 anni e lei 17. Era bellina da morire. Poi io partii per Roma e ci perdemmo, senza mai più ritrovarci…”. Poi, una confessione lavorativa: “Tra me e Gianni Morandi c’è stata una bellissima, sincera e leale battaglia. Eravamo i Coppi e Bartali della canzone, in quel periodo. Ora siamo diventati grandi amici, con affetto reciproco”.

MASSIMO RANIERI: “INTERPRETAI UN OMOSESSUALE AL CINEMA”

Ranieri ha ricordato poi che, al cinema, in “Patata bollente”, interpretò il ruolo di un ragazzo omosessuale. Il regista, Steno, ebbe un grande coraggio per quei tempi, in quanto i gay erano un argomento tabù: “C’era la volontà di spronare la gente, il pubblico, ad aprire un po’ gli occhi, in quanto non esiste la diversità. La pellicola ebbe un grande successo, tanto da essere divenuta un cult. Purtroppo quei pregiudizi non sono scomparsi del tutto, ci vuole ancora tempo, che speriamo non sia troppo lungo”.

Come nacque “Perdere l’amore”, canzone conosciuta anche dalle nuove generazioni? “Mediante un amico comune, un ragazzo venne a casa mia, facendomi sentire tutti i brani che aveva scritto per me. Quando stava per andarsene, disse che se ne era dimenticata una e me la suonò: era proprio ‘Perdere l’amore’. Questa aveva qualcosa di particolare, mi colpii subito. Mi chiese di portargliela a Sanremo, io gli risposi che l’avrei incisa e che non si poteva mai dire mai. Una sera, per caso, capitai negli uffici della mia casa discografica e il mio direttore artistico scelse ‘Perdere l’amore’ per il Festival. Aveva ragione lui”.

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