Massimo Troisi, ex fidanzato Nathaly Caldonazzo/ “Sarebbe ancora vivo se…”

- Ilaria Macchi

Nathaly Caldonazzo e Massimo Troisi hanno vissuto una lunga storia d’amore che ha fatto sognare negli anni ’90. A distanza di tempo la showgirl ha un grande rimpianto.

Nataly Calzonazzo e Massimo Troisi
Nataly Calzonazzo e Massimo Troisi

Massimo Troisi e Nathaly Caldonazzo hanno vissuto negli anni ’90 una storia d’amore che ha fatto sognare i rispettivi fan e che si è conclusa solo in seguito alla scomparsa del regista, avvenuta nel 1994 in seguito a un infarto. La shogwirl ha sostenuto l’artista napoletano fino alla fine, nonostante fosse consapevole dei suoi problemi di salute che lo hanno poi portato alla morte.

Anzi, a detta dell’ex primadonna del Bagaglino, sarebbe stato proprio l’impegno richiesto per il suo ultimo film, “Il Postino” a essergli stato fatale. Poco prima dell’inizio delle riprese, infatti, era previsto che l’uomo si sottoponesse a un trapianto di cuore, ritenuto ormai inevitabile dai medici che lo avevano in cura, ma era stato lui stesso a decidere di posticipare l’intervento perché desiderava dedicarsi in prima persona a una delle opere a cui lui teneva di più.

Nathaly Caldonazzo ricorda Massimo Troisi: il rimpianto della showgirl

Quella scelta, però, sarebbe stata fatale per Massimo Troisi. Di questo è convinta Nathaly, che non può che avere un forte rimpianto ben sapendo cosa è poi accaduto: “Decise a tutti i costi di fare ‘Il Postino’, che è un capolavoro – aveva detto a Caterina Balivo, ospite di ‘Vieni da me’ -. Però, forse, se non  lo avesse fatto sarebbe ancora vivo. Diceva sempre che lo voleva fare con il cuore”.

La situazione era certamente difficile, anche se lei per amore ha sempre cercato di proteggerlo. “Massimo Troisi mi chiedeva: ‘Cosa hanno detto i dottori?’ – aveva raccontato in una vecchia intervista -. Io gli dicevo: ‘Tutto bene, tranquillo’. Però mi ricordo che mi mettevo le unghie nelle mani per non piangere. Vedere questi occhi spauriti con questo pigiama bianco… era davvero Pulcinella, una tristezza infinita”.







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