Mauro Corona: “All’Ucraina darei anche i miei fucili”/ “Comodo parlare in poltrona”

- Davide Giancristofaro Alberti

L’intervento di Mauro Corona a Cartabianca, le parole dell’alpinista sulla guerra in Ucraina, ma anche sulla crisi del grano: ecco cos’ha detto

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Mauro Corona a Cartabianca

Mauro Corona ha aperto come da consuetudine la puntata di ieri di Cartabianca, talk show di RaiTre condotto da Bianca Berlinguer, in onda il martedì sera. Il poeta, scultore e alpinista ha trattato vari argomenti, a cominciare, come è giusto che sia dalla guerra in Ucraina. In questi 100 giorni e passa di guerra l’opinione pubblica si è spaccata in due, fra chi ha appoggiato l’invio di armi a Kiev, e chi no. Su questo punto, Mauro Corona non ha dubbi: “Tutti comodi in poltrona dicono che non bisogna dare le armi e che bisogna far finire la guerra. Io all’Ucraina darei anche i miei fucili”. Secondo l’opinionista di Cartabianca, quindi, nessun problema a inviare armi a Zelensky, nazione che deve difendersi dall’aggressione di Mosca.

La guerra, in ogni caso, non è limitata solo al territorio ucraino, e la più diretta conseguenza è la crisi del grano, alla luce delle milioni di tonnellate di materia ferme nei porti: “Mi preoccupa molto la mancanza di cibo – spiega ancora Mauro Corona parlando con la conduttrice Bianca Berlinguer – senza materie prime rischiamo di esaurire le scorte”. E ancora: “Quando subentra la fame, qualsiasi inerme può diventare un guerriero pericoloso. Io temo un autunno molto difficile per gli alimentari… “.

MAURO CORONA: “LA MIA AVVENTURA LETTERARIA E’ NATA PER CASO”

Lo scrittore ha poi accennato al suo ruolo di poeta, dicendo: “La mia avventura letteraria è nata per caso. Come diceva Borges “ritengo quello che ho letto più importante di quello che ho scritto”. E in chiusura di intervista Mauro Corona ha rivolto il suo appello a chi ha rubato il cellulare a Gianluca, un ragazzo di 18 anni che è morto di tumore: la madre ha chiesto di riaverlo in quanto l’unico collegamento che gli resta con il figlio, e a riguardo il montanaro ha detto: “Non ti chiedo di metterti la mano sulle coscienza perché non ce l’hai. Ma devi restituire il cellulare alla mamma di Gianluca”.







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