Mauro Corona/ “Berlusconi al Quirinale potrebbe unire l’Italia. Su Conte…”

- Carmine Massimo Balsamo

L’alpinista Mauro Corona a Cartabianca sulla rinuncia al seggio di Conte: “Ha avuto il terrore di Calenda: l’avrebbe stracciato”

mauro corona
(Cartabianca)

Sì a Berlusconi al Quirinale: così Mauro Corona a Cartabianca. Ospite di Cartabianca, l’alpinista ha affrontato i principali temi politici, a partire dalla rinuncia di Conte al seggio offerto dal Pd: «Conte ha avuto il terrore di Calenda: l’avrebbe stracciato. Quindi ha fatto il sacrificio supremo per il M5s e ha detto di no al seggio. Ma questa è una furbata, ma neanche tanto furba: sapeva che avrebbe perso e ha detto che l’uva non era buona»

Come dicevamo, Mauro Corona si è schierato a favore dell’ipotesi di vedere Berlusconi al Colle, sottolineando che gli elogi rivolti al Movimento 5 Stelle negli ultimi giorni non sono un caso: «La politica da qualche anno è fatta di promesse, di proclami, Berlusconi ha detto anche delle frasi offensive contro il M5s, ma adesso spera di favorirseli per poter andare al Quirinale».

MAURO CORONA: “OK BERLUSCONI AL QUIRINALE”

«Io non vedo tutto questo scandalo, ne abbiamo fatte di cotte e di crude. Proviamo a mettere Berlusconi e vediamo cosa succede. Peggio di così… Stiamo naufragando su tutti i fronti. Io sono abituato a scalare le pareti e azzardo, non mi dispiacerebbe vedere Berlusconi lì: l’idea mi cattura», ha proseguito Mauro Corona: «Mattarella magari è stanco e vuole godersi la vita, ma lo vedrei bene Mattarella, anche se vorrei fare l’esperimento berlusconesco». Mauro Corona non ha poi utilizzato mezze misure a proposito delle manovre politiche delle ultime ore, tra il grande Centro e la ricerca di coalizioni: «Io vorrei parlare bene della politica, mi piacerebbe, ma questi si uniscono perché potere, fama e gloria li fa unire: hanno capito che l’unione fa la forza. Qui si è dimenticata una cosa: fanno proclami, ma chi tribola è sta male è la gente. Sembra che sia una lotta intestina tra di loro, ma hanno dimenticato che c’è la gente che li aspetta, che aspetta risultati e non proclami».



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