Mes, fondo Salva Stati: ok a modifiche Italia/ Conte: “Si lavora senza firmare nulla”

- Davide Giancristofaro Alberti

Mes, fondo Salva Stati: ok a modifiche Italia. L’intervento del Premier Conte: “Lavoriamo senza sottoscrivere alcunché”

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (LaPresse)

Continua il dibattito sul Mes, il fondo Salva-Stati. Il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, ha spiegato oggi a Bruxelles, a margine dell’Eurosummit, di aspettarsi la firma sulla riforma del trattato entro l’inizio dell’anno che verrà, ma sembrerebbe pensarla diversamente il presidente del consiglio, Giuseppe Conte: “Rispetto le aspettative di Centeno – le parole del Premier riportate da Repubblica – ma ovviamente, poi, a condividere i risultati e a sottoscriverli sono ciascuno stato nell’ambito delle sue prerogative. Nel caso poi del governo italiano, l’ho sempre dichiarato, sarà ampiamente coinvolto il parlamento. Quindi aspettiamo a dare una data, assolutamente”. Una proposta che pare abbia trovato d’accordo anche altri stati; di conseguenza è molto probabile che la firma non arrivi entro il prossimo mese, ma comunque entro i primi del 2020.

MES, FONDO SALVA-STATI, CONTE: “CI SONO ALCUNE CRITICITA’”

“Vogliamo continuare a negoziare senza l’assillo di dover sottoscrivere alcunchè – ha proseguito il presidente del consiglio – continueremo a lavorare. La premura dell’Italia è che ci sia una valutazione complessiva”. Parole che hanno trovato l’accoglimento anche da parte del presidente dell’Unione Europea, Charles Michel, che ha affermato: “Sul Meccanismo europeo di stabilità l’eurogruppo continuerà a lavorare a livello tecnico per implementarlo”. Conte ha spiegato che ci sono delle criticità dovute alle famose Cacs, le clausole di attivazione collettiva: “Ci sono alcune criticità – le parole del massimo esponente del governo – certamente le ormai famose Cacs. Il presupposto è che l’Italia ha un debito sostenibile. Qui ragioniamo di un meccanismo che sia funzionale. Oggi – conclude – ho ribadito la premura dell’Italia che ci sia una valutazione complessiva”.



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