Mes, vicino accordo Italia-Ue/ “Salva-Stati” senza condizioni. Dubbi su Eurobond

- Niccolò Magnani

Mes, accordo in vista tra Italia e Commissione Ue per versione “light”: Salva-Stati senza condizioni “annullano” gli Eurobond? Non del tutto..

Gentiloni e Bce
Eurogruppo, Christine Lagarde, Paolo Gentiloni e Olaf Scholz (LaPresse, 2020)
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Secondo le fonti di Milano Finanza, l’Italia e la Commissione Europea sarebbero vicinissimi a trovare l’accordo sul Mes “light” come principale strumento di aiuti contro l’emergenza coronavirus. In vista dell’Eurogruppo decisivo di domani – che dovrà cercare di trovare quella quadra non raggiunta dai leader europei nel Consiglio Ue di due settimane fa – l’Italia «ha trovato un accordo quadro generale con gli altri Paesi dell’Unione». Secondo la bozza resa nota da MF, la Commissione vuole usare la linea ECCL (Pandemic Crisis Support Enhanced Conditions Credit Line) come spunto principale all’interno del Fondo Salva Stati Mes per poter prestare soccorso a tutti gli Stati colpiti dalla pandemia.

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La linea è simile a quella spiegata in questo focus, con un “misto” tra Mes e Bei (Banca Investimenti) per far sì che vi siano i prestiti ma che le condizioni per rientrarci poi nei prossimi anni non siano “simili” al caso-Grecia: «La misura è aperta a tutti e servirà per finanziare nello specifico i servizi sanitari e le misure adottate o da adottare in contrasto allo scoppio della pandemia», scrive ancora la bozza riportata da Milano Finanza. Come principio trovato dagli sherpa dei principali Paesi in “lite” (Italia-Spagna-Francia da un lato, Germania-Paesi del Nord dall’altro) si stima l’accesso al Meccanismo Europeo di Stabilità con il 2% del Pil di ciascun Paese «nel rispetto delle regole fiscali europee, compresa l’eventuale flessibilità applicata dalle istituzioni comunitarie».

ADDIO EUROBOND? LE ULTIME NOVITÀ

Le misure di questa formula particolare del Mes saranno precisate in un unico Memorandum of Understanding (MoU) che dunque dovrebbe garantire uguali condizioni per tutti i Paesi, anche se con debiti pubblici diametralmente diversi (come l’Italia). «La linea di credito (non-revolving credit line) viene aperta per 12 mesi, prolungabili per altri 6, con un rientro del prestito previsto fra 5 e 10 anni. L’Esm può in aggiunta finanziare una linea di credito attraverso l’emissione di Social Stability Bonds», conclude la bozza.

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Con questo Mes dunque si dice addio agli Eurobond? Non esattamente: stamane i commissari italiano e francese, Paolo Gentiloni e Thierry Breton, hanno presentato la proposta al board sulla fondazione di un fondo europeo ad hoc (gli Eurobond) «in grado di emettere titoli di debito comune, per aiutare gli Stati membri ad affrontare la crisi provocata dalla pandemia di Covid-19». Secondo il portavoce capo della Commissione Europea Eric Mamer, rispondendo dopo il briefing di questa mattina in preparazione dell’Eurogruppo di domani, «Non c’è ancora una posizione della Commissione su questa materia». Sempre secondo il portavoce della Von Der Leyen, «La proposta del fondo è in discussione all’Eurogruppo sta agli Stati membri decidere. Da parte sua – conclude – la presidente della Commissione ha espresso più volte il suo punto di vista, che il modo migliore per attivare gli investimenti massicci di cui ha bisogno l’Europa, e su questo tutti sono d’accordo, è attraverso un Mff ambizioso e innovativo, un vero piano Marshall europeo».

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