“MICHAEL SCHUMACHER COSCIENTE”/ Rivelazione da Parigi: oggi lascia ospedale dopo cure

- Silvana Palazzo

Michael Schumacher è cosciente? La rivelazione da Parigi. Sulla cura con staminali parla l’esperto Angelo Vescovi: “Provammo in Italia un intervento simile”. Oggi lascia l’ospedale

michael schumacher 2012 lapresse
Michael Schumacher (2012, LaPresse)

Michael Schumacher è cosciente: lo rivela il quotidiano Le Parisien, che cita una fonte anonima. Il muro di silenzio eretto dalla famiglia dell’ex campione di Formula 1 però non crolla. Non ci sono infatti conferme ufficiali in merito a quanto emerso nelle ultime ore. La notizia è quindi da prendere con le molle, per la sua importanza e per il fatto che si tratta di una fonte anonima. Questo scoop non dice molto sullo stato di salute dell’ex pilota tedesco, ma riaccende la speranza dei tanti tifosi del 50enne. Una cosa è sicura: attorno a Schumacher è stato eretto una sorta di bunker. Diverse guardie di sicurezza sono impegnate nella protezione della privacy del 7 volte campione del mondo. Ma non sorprende, perché dall’incidente sugli sci di Meribel, avvenuto a fine dicembre 2013, la famiglia mantiene il massimo riserbo sulle condizioni di salute di Schumi. Intanto oggi sono previste le dimissioni dall’ospedale di Parigi. (agg. di Silvana Palazzo)

“MICHAEL SCHUMACHER È COSCIENTE”

Michael Schumacher potrebbe essere stato sottoposto ad un intervento sperimentali con staminali. La notizia circolata negli ultimi giorni ha riacceso le speranze dei tanti tifosi dell’ex pilota di Formula 1. Da lunedì è ricoverato nell’ospedale Georges Pompidou. Le Parisien, che ha diffuso per primo la notizia, cita ancora sue fonti per confermare che Schumi dovrebbe partire stamattina, se il programma sarà rispettato. La novità delle ultime ore è la visita dell’amico Jean Todt, arrivato ieri alle 17.15. Si è trattenuto per 45 minuti ed è andato via da una porta secondaria, senza farsi vedere da nessuno. Le Parisien comunque cita anche frasi “rubate” al personale sanitario che si sta alternando nel reparto. Una dottoressa del reparto di cardiologia avrebbe detto: «Sì, è nel mio reparto. E ti assicuro che è cosciente». A livello ufficiale c’è però massimo riserbo in merito al temporaneo ricovero a Parigi dell’ex Ferrari, ma la proceduta sperimentale a cui sarebbe stato sottoposto è stato tentato qualche anno fa in Italia. Ne ha parlato Angelo Vescovi, direttore scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, spiegando che una terapia di quel tipo va giustamente provata se non ci sono alternative, ma seguendo sempre i principi dell’etica e della sicurezza del paziente. «Circa 5-6 anni fa ero stato contattato da una persona che conosceva la famiglia di Schumacher, che mi aveva chiesto se si poteva fare qualcosa, ma poi non se ne fece più nulla», dice Vescovi all’Ansa. In quel periodo aveva fatto un tentativo col suo gruppo, dopo l’ordine di un giudice, ottenendo così «risultati abbastanza buoni». Me le cose sono poi cambiate.

MICHAEL SCHUMACHER E LA CURA CON STAMINALI, PARLA L’ESPERTO

In quel caso il team di Angelo Vescovi iniettò nel cervello di un ragazzo in coma le stesse cellule che vengono usate per la sclerosi multipla. Dopo il caso Stamina però è cambiata la legge. «Da noi questo uso compassionevole è diventato molto più difficile, praticamente impossibile». Il direttore scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza non si sbilancia però sul trattamento a cui sarebbe stato sottoposto Michael Schumacher a Parigi. «Al momento possiamo solo fare ipotesi su cosa stiano facendo a Parigi, anche perché non esistono dati pubblicati sull’uso di staminali su persone in coma, anche se non possiamo escludere che i ricercatori che seguono il pilota abbiano qualche risultato preliminare, magari sugli animali», spiega l’esperto all’Ansa. La vicenda rischia comunque di creare un caso mediatico. Il timore di Angelo Vescovi è che nascano cliniche che offrano trattamenti campati in area, magari in paesi meno controllati. Per questo consiglia di investire «in un test fatto a regola d’arte, per cui non servirebbero molti fondi e che potrebbe dare indicazioni utilissime, visto quanti pazienti in coma ci sono».

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