Michelle Obama batte Trump nei sondaggi Elezioni Usa 2024/ Allarme GOP e Biden con l’ex First Lady in campo

- Niccolò Magnani

Negli ultimi sondaggi sulle Elezioni Usa 2024, Michelle Obama batterebbe sia Trump che Biden per la Casa Bianca: gli scenari in campo, la crisi Dem e la situazione del GOP

Obama con Biden Dem Usa, Barack e Michelle Obama con Joe Biden (Ansa)

SONDAGGI ELEZIONI USA, MICHELLE OBAMA BATTE TRUMP (E BIDEN)

Se Michelle Obama fosse la candidata dem alle Elezioni Presidenziali Usa di novembre 2024, ad oggi, batterebbe Donald Trump e conquisterebbe la Casa Bianca: questo dicono gli ultimi sondaggi raccolti da National GE per Atlas Intel relative ai mesi decisivi tra Primarie e convention GOP/Dem di luglio. L’ex First Lady da qualche settimana è tornata di stretta attualità viste le forti difficoltà in casa Partito Democratico sul Presidente Joe Biden, dal report del giudice che ne svela le forti problematiche di tenuta mentale e mnemonica, fino alle complesse trame internazionali: così il “vecchio pallino” dei liberal usa, la moglie del due volte Presidente Barack Obama, verrebbe vista dall’elettorato dem come una vera risorsa per battere i Repubblicani.

Ma i sondaggi Elezioni Usa 2024 di National GE mostrano come ad oggi anche sul fronte nazionale la candidatura di Michelle Obama riuscirebbe a sconfiggere lo sfidante tycoon: l’ex First Lady avrebbe un 42% di consensi, in crescita del 3% rispetto alla precedente rilevazione, contro il 39% di Donald Trump e il 5% dell’outsider Robert F. Kennedy. I medesimi sondaggi mostrano poi la sfida invece più “tradizionale” che ha segnato anche le precedenti Presidenziali: qui Trump trionferebbe al 44% contro il 42% di Biden, con il primo in ascesa e il secondo in calo netto nelle ultime settimane.

MICHELLE OBAMA È UN’OPZIONE PER I DEM? L’EX STRATEGA: “NON VUOLE LA POLITICA”…

Da questi dati emerge insomma come in casa Dem ben più di un pensierino sulla candidatura last-minute – e clamorosa, superando tutte le Primarie – di Michelle Obama sia stato fatto e verrà ancora fatto nelle prossime settimane. A questi sondaggi si sono poi aggiunti gli altri di Abc News che testimoniano come nell’elettorato Usa la sofferenza per i due candidati “agée” sia sempre più ingente. Ben l’86% degli statunitensi ritiene che Joe Biden, 81 anni, sia troppo vecchio per guidare ancora l’America nei prossimo 4 anni: tra gaffe, cadute, vuoti di memoria e persone confuse, “Sleepy Joe” non convince affatto e al momento resta in pole probabilmente solo per dare un’alternativa dal volto arci-noto contro l’odiato rivale Donald Trump.

Di contro anche fra i repubblicani la candidatura dell’ex Presidente non convince tutti, tra età, processi e stile da sempre “divisivo”: qui però Nikki Haley non sembra aver convinto l’elettorato e si avvia ad una cocente sconfitta nelle Primarie del GOP dei prossimi mesi. Sempre il sondaggio di ABC News/Ipsos – che giunge sulla scia delle polemiche per il rapporto del procuratore speciale Robert Hur (il quale ha messo in dubbio l’idoneità mentale di Biden, definito «un anziano con poca memoria») – mostra come il 73% dei democratici pensa che Biden sia troppo vecchio per guidare gli Usa, mentre solo il 35% dei repubblicani pensa lo stesso di Trump; infine, il 91% degli indipendenti pensa che Biden sia troppo vecchio e il 71% dice lo stesso del tycoon GOP.

Michelle Obama insomma spaventa sia il Partito Democratico che quello Repubblicano, e con lei si aggiungono i nomi papabili di Gavin Newsom (governatore della California) e Gretchen Whitmer (governatrice del Michigan) che potrebbero insidiare la nomination di Biden già dalle prossime Primarie: secondo però l’ex stratega di Barack Obama, David Axelrod, una candidatura dell’ex First Lady non è all’ordine del giorno per un motivo molto semplice. «Michelle Obama ama questo paese, è una persona brillante e una brillante comunicatrice. Ma la politica non le piace. Ci sono più chance che io balli il prossimo anno al Bolshoi che Michelle si candidi», afferma il collaboratore degli Obama, unendosi così a quanto racconta un altro stratega dem al WP «Non c’è un piano B, un piano C, o piano D. Quindi combatteremo fino alla fine per Biden». Le strade dunque restano di fatto due, viste le tempistiche e il numero di delegati che al momento assicura a Biden una “comoda” candidatura: servirebbe o un passo indietro del Presidente (come fece Lyndon Johnson nel 1968) oppure si dovrebbe dimostrare che realmente Biden non sia incapace di intendere e di volere. A quel punto Michelle Obama sarebbe ben più di una “alternativa”.





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