Migranti, hotspot Lampedusa al collasso/ Centinaia di arrivi e nuovo ‘alarm’ per 130

- Davide Giancristofaro Alberti

Torna ad essere al collasso l’hotspot di contrada Imbriacola, a Lampedusa: dovrebbe ospitare 250 migranti ma al suo interno ve ne sono 1.000

Migranti in mare
Salvataggio migranti nel Mar Mediterraneo (LaPresse)

Non si placa l’arrivo dei migranti in Italia, in quel dell’isola siciliana di Lampedusa: nelle ultime ore, come sottolineato dai colleghi del Corriere della Sera, sono giunti nel Belpaese centinaia di immigranti, facendo di fatto collassare l’hotspot locale, la struttura di contrada Imbriacola. Il centro di accoglienza lampedusano ha una capienza di circa 250 persone, ma al momento è occupato da circa 1.000 persone, con tutto ciò che ne consegue.

La prefettura di Agrigento è al lavoro giorno e notte, senza sosta, per cercare di alleggerire lo stesso hotspot, smistando i poveretti giunti dal mare in altri centri di accoglienza, ma l’operazione non è semplice in quanto gli arrivi sono continui. In ogni caso 48 ore fa 200 hanno lasciato l’hotspot, fra cui 100 imbarcati in mattinata su un traghetto di linea che era diretto a Porto Empedocle, e altri 100 invece saliti sulla nave quarantena che si trova in rada a Lampedusa. Ieri mattina altri 50 minori non accompagnati e vulnerabili hanno lasciato l’isola, e nel contempo si è al lavoro sul trasferimento di altri 150 migranti con le motovedette, di modo da evitare il collasso.

LAMPEDUSA, HOTSPOT AL COLLASSO CAUSA MIGRANTI: PREFETTURA AL LAVORO SENZA SOSTA

Nel contempo tutti gli stranieri vengono sottoposti a tampone, di modo da controllare che non abbiano il covid, e vengono fotosegnalati, agevolando così le operazioni di svuotamento dell’hotspot di contrada Imbriacola. A breve potrebbe comunque arrivare un altro carico ingente, in quanto nelle ultime ore è giunto un nuovo alert di Alarm Phone, la linea dedicata appunto ad accogliere gli sos dei poveretti in mare

Almeno 130 persone sarebbero a rischio al largo della Libia e sul profilo Twitter ufficiale del servizio si legge: «Le persone in pericolo hanno chiamato, dicono di essere su un gommone bianco che imbarca acqua e va alla deriva. Hanno bisogno di soccorso, ma temono di essere riportati nei campi di tortura in Libia. Autorità informate».



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