AEROPORTI/ L’esperto: Orio al Serio e Sea a F2i? Un “azzardo” anche per Gamberale…

- int. Oliviero Baccelli

La possibile acquisizione da parte di F2i della maggioranza della società che gestisce lo scalo di Orio al Serio, afferma OLIVIERO BACCELLI, escluderebbe l’acquisto di SEA

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Aeroporto Orio al Serio (Infophoto)

La F2i, Fondi Italiani per l’Investimento, la società di Vito Gamberale, dopo la Sea, avrebbe puntato la sua attenzione sulla SACBO, società che gestisce l’aeroporto bergamasco di Orio al Serio. L’interesse, sembra, sarebbe quantificato in un’offerta di 90 miliardi di euro per raggiungere la maggioranza: la somma sarebbe da distribuire equamente fra Comune, Provincia e Camera di Commercio di Bergamo. F2i che già detiene il 30% delle quote Sea (gestore degli aeroporti di Linate e di Malpensa) che a sua volta è proprietaria del 30,98% di SACBO, è da tempo interessata a ottenere la quota posseduta dal Comune di Milano per diventare il socio di maggioranza della controllata di Palazzo Marino. Una cessione tormentata da intercettazioni e da burrascose sedute consiliari che, al momento, non hanno ancora prodotto alcun risultato. Abbiamo chiesto un parere a Oliviero Baccelli, Docente di Economia dei Trasporti all’Università Bocconi di Milano.

Professore, come giudica questa nuova offerta di F2i?

Il settore è molto specifico sia dal punto di vista gestionale, sia dal punto di vista della scelta degli investimenti e occorre un know-how notevole: la società di Gamberale, dopo aver acquisito la società di gestione dell’aeroporto di Napoli e parte della Sea, ha tutte le carte in regola da questo punto di vista. Considerando, poi, che tutti gli enti locali sono in difficoltà non mi stupisce. Del resto, in tutti i possibili contesti di privatizzazione come Pisa, Torino, passando per Firenze F2i viene data per interessata.

Perché, dunque, proprio SACBO?

È una società con i suoi punti di incertezza. Mi riferisco alla strategia degli azionisti che da tempo sono indecisi su come gestire l’aeroporto: lasciare che DHL si trasferisca a Malpensa e adibire lo scalo solo per il flusso passeggeri. Oppure continuando a diversificare la propria attività non affidandosi solo alle low-cost, a RyanAir in particolare, ma mantenere DHL al proprio interno.

Quanto peserebbe questa decisione?

Parecchio, perché non penso che gli azionisti decidano di vendere prima di stabilire quale di queste strategie adottare. Il valore potrebbe variare enormemente a seconda delle due opzioni.

In tempo di magri bilanci, l’offerta può far gola a Comune e Provincia per far cassa. Non a caso, il presidente della Provincia ha negato categoricamente la vendita, ma il sindaco Tentorio ha lasciato aperto uno spiraglio.

Occorre, però, fare i conti con gli altri azionisti come Italcementi e alcuni privati. Per me non è un’operazione così semplice.

 

Se F2i “agguantasse” la maggioranza, quali scenari si aprirebbero per il territorio circostante?

 

Dal mio punto di vista, lo sviluppo sarebbe meno aggressivo per il territorio. DHL finirebbe probabilmente a Malpensa, eliminando una serie di voli notturni che hanno un certo tipo di impatto ambientale e che di certo non fanno felice chi abita nei dintorni e si aprirebbe un estensione del terminal passeggeri. Dall’altra parte, il comparto corrieri è fondamentale per l’economia della provincia di Bergamo perché, sia DHL che UPS, offrono lavoro a moltissime persone.

 

Dal punto di vista degli utenti, per i passeggeri sarebbe positivo questo passaggio?

 

Converrebbe raccogliere ciò che ha realizzato SACBO: l’aeroporto è comunque nuovo, i collegamenti, mi riferisco ai parcheggi, reggono benissimo il traffico utenti che comunque è già saturo. E’ un assioma che non andrebbe cambiato. SACBO ha creato un apparato, anche dal punto di vista commerciale, su misura per il grande cliente RyanAir e funziona benissimo.

 

Se F2i dovesse acquisire la maggioranza di SEA?

 

E’ un situazione ancora incerta. Del resto, la società di Gamberale si garantirebbe dal punto di vista contrattuale sul fatto che l’asset che va ad acquisire ha una prospettiva chiara per ciò che riguarda l’aspetto industriale, con un contratto di programma condiviso con ENAC e il Ministero delle Infrastrutture che deve essere rispettato.

 

Questa strategia è una breccia per entrare in SEA, acquisizione che si sta prospettando più difficoltosa del previsto?

 

E’ difficile a dirsi. Dipende se si tratta di maggioranza assoluta piuttosto che maggioranza relativa in SACBO. F2i non ha fondo illimitati e se decide di destinare una parte dei propri fondi su Bergamo si esporrebbe in maniera importante e dal punto di vista finanziario gli azionisti potrebbero non esser soddisfatti di un’esposizione estremamente forte su asset che è così concentrato dal punto di vista geografico e settoriale.

 

Non vede compatibili, quindi, le due acquisizioni? Non è compatibile, come hanno ipotizzato alcuni, la formazione di una holding degli aeroporti del Nord Italia?

 

Esatto. Non credo che F2i si esponga con una leva finanziaria così consistente concentrata con due progetti che riguardano un solo settore e  un solo mercato geografico. 

 

(Federica Ghizzardi)

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