SONDAGGI/ Dall’Area C al calo di popolarità: i numeri su Pisapia ci dicono tutto?

- int. Nicola Piepoli

Ora un milanese su due vuole l’area C. Anche se restano sperequazioni irrisolte. Mentre è in calo il gradimento nei confronti del primo cittadino. NICOLA PIEPOLI commenta i dati Ispo

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Area C riprende oggi

Ai milanesi l’Area C piace sempre di più. Un po’ meno il loro sindaco che, tuttavia, dopo un calo di 10 punti percentuali nei sondaggi, si attesta ancora su livelli di gradimento elevati. A renderlo noto sono i sondaggi di Ispo realizzati per il Corriere della Sera. IlSussidiario.net per commentarli ha chiamato Nicola Piepoli, presidente e fondatore dell’istituto di ricerca che porta il suo nome, esperto di indagini demoscopiche e sondaggi. Vediamo cosa ha risposto.

Da novembre 2011 a settembre 2012, la percentuale di gradimento tra i milanesi nei confronti della congestion gharge voluta dalla giunta arancione di Pisapia è passata dal 36% al 51% (45% chi non la vuole). Oltretutto il 38% della popolazione è favorevole a una chiusura definitiva del centro, mentre il 58% è contrario. Nel frattempo, il gradimento nei confronti del primo cittadino è sceso dal 62% al 52%; quello nei confronti della giunta dal 52% al 47%. Presidente, come giudica questi dati?

C’è molto poco da dire. Direi che è un quadro piuttosto favorevole al sindaco Pisapia. In termini di probabilità, si intende. Primo, l’area C piace ai milanesi, è reputata importante per la qualità della loro vita. Secondo, che il sindaco sia sceso di gradimento non è una cosa sbalorditiva, anche perché è sceso di poco ed è sempre superiore al 50%; quello del 52% è un valore comunque alto.

La giunta però è scesa sotto il 50%.

Che la giunta sia inferiore al sindaco è una cosa assolutamente normale. Anche nel governo la media dei gradimenti nei confronti dei singoli ministri è inferiore a quella del presidente del consiglio.

Il 79% degli intervistati dice che bisogna ripensare il sistema delle esenzioni. Non crede che l’applicazione di una tassa in modo indiscriminato a chi abita nel centro sia ingiusto?

Ovviamente ci sono dei sottoproblemi. Una mia collega abita nel centro e mi diceva che uscendo dall’area C deve pagare, per rientrare, 2 euro. È una tassa piuttosto forte nei confronti dei residenti in centro. Si parla di oltre 700 euro di spesa annuale… Ma questo è un problema che sollevo io. È giusto mi domando?

E cosa si risponde?

A mio avviso un residente nel centro non dovrebbe pagare nulla. Uno che abita nel centro dovrebbe avere il diritto di poter usare la macchina senza pagare una tassa. Oltretutto, come lei diceva, è un problema discriminante tra chi abita nel centro e chi fuori.

Cosa suggerisce?

Io sottoporrei questo problema al sindaco e alla giunta. La giunta Pisapia, domanderei, si comporta giustamente con chi abita nel centro?

E con chi ci lavora? Il 43% dei milanesi reputa insufficiente lo spegnimento anticipato delle telecamere alle 18 (anziché alle 19:30) per rilanciare i consumi in centro. Non le pare?

I residenti, così come chi in centro ci lavora, devono essere giudicati in maniera diversa. È chiaro. Fa parte delle regole del gioco. Perché ci deve essere giustizia sociale.

L’83% dei milanesi domanda maggiore trasparenza sulla destinazione dei proventi dellacongestion charge. Fanno bene?

È un problema di trasparenza. D’altronde, che i contribuenti vogliano sapere dove vanno a finire i loro soldi mi sembra una richiesta legittima. Specialmente dopo gli episodi che hanno coinvolto il Lazio in questi giorni. Un cittadino è lecito che si domandi: “ma i miei soldi vanno a finire negli ospedali e nelle scuole o nei festini dei politici?” E l’elettore ha il diritto di saperlo. Siamo in un paese civile, e almeno sapere dove vanno a finire le nostre tasse…

Quindi, l’area C piacerà anche ai milanesi, però ci sono molte cose da rivedere…

La gente vuole giustizia. E la giunta Pisapia, se è una giunta democratica, darà risposte a queste domande. Poi può esserci anche una giunta di tipo antidemocratico, ma io mi auguro che non sia il caso della giunta di Milano.

 

(Matteo Rigamonti)

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