Milena Vukotic: “Lavoro per combattere la tristezza”/ “Sono una privilegiata…”

- Stella Dibenedetto

Milena Vukotic racconta i suoi impegni e svela di lavorare per combattere la tristezza del momento storico che sta vivendo il mondo.

milena vukotic
(Oggi è un altro giorno)

Milena Vukotic, elegante attrice di cinema, tv e teatro, con una carriera straordinaria alle spalle, continua a lavorare. Attualmente è impegnata in due progetti. Nel cortometraggio “Con i pedoni tra le nuvole”, girato tra la Garbatella e Monteverde, per la regia di Maurizio rigatti, interpreta “una ex professoressa in pensione, ottantenne e ipovedente, che attende di essere accolta da una casa di riposo, ma la vicenda evolverà in altro modo, direi più confortevole e di amorosi affetti”. Nello spettacolo teatrale Madame du Chatelet, invece, interpreta “Èmile, una grande scienziata e matematica del ‘700, che per prima ha tradotto i testi di Isaac Newton. Che ha potuto studiare ed emanciparsi perché suo padre era il capo cerimoniere di Luigi XIV”.

Lavorare, per Milena Vukotic, è un modo “per combattere la tristezza di questa situazione, se penso a come stavamo bene quando non c’era il virus. Non nascondo di essere molto confusa da quanto sta accadendo, ma cerco di mantenere un equilibrio e di lavorare con disciplina. Mi sento una privilegiata, perché lavoro e vivo a casa mia, e non in una residenza per anziani“, ha raccontato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il 21 gennaio.

Milena Vukotic: “Il ricordo di Paolo Villaggio e Federico Fellini”

Alla carriera di Milena Vukotic è legato il personaggio della signora Pina, la moglie del ragionier Fantozzi. Di quell’esperienza lavorativa e di Paolo Villaggio, l’attrice ha ricordi bellissimi. “Paolo era un uomo discreto, sornione, parlava poco, ma negli anni ci ha legato una profonda amicizia, con lui e con tutta la sua famiglia”, ricorda oggi l’attrice. La carriera della Vukotic è iniziata con la danza classica, ma quella cinematografica è iniziata con uno dei grandi maestri del cinema italiano ovvero Federico Fellini. “Qualcuno, non ricordo chi, mi fece avere una lettera di presentazione per Fellini, che però non ebbi il motivo di consegnargliela. Ero nel suo studio e Federico mi accolse con cordialità, poi mi fece fare subito molte foto e mi dette un piccolo ruolo nel film a episodi Boccaccio ‘70… Poi ero in Giulietta degli spiriti, dove strinsi amicizia con la tenera Masina, che mi prese sotto la sua ala protettiva: mi dava consigli, ci facevamo confidenze”, ha spiegato al Corriere.

 

 

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