Morte Gianmarco Pozzi, “testimone ha visto tutto”/ Un vicino: “Ha paura di parlare”

- Alessandro Nidi

Gianmarco Pozzi, morto nel 2020 sull’isola di Ponza: un uomo residente in loco ha rivelato che una donna è al corrente di tutto

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Gianmarco Pozzi

La morte di Gianmarco Pozzi è approdata nuovamente a “Storie Italiane”, trasmissione di Rai Uno condotta da Eleonora Daniele. Il giovane pugile è stato trovato privo di vita nell’estate 2020 sull’isola di Ponza, all’interno di un’intercapedine tra un’abitazione e un muro. Adesso, tuttavia, è spuntata una testimonianza inedita ed esclusiva di una donna che avrebbe visto tutto, ma finora non ha parlato per paura di ritorsioni su di lei e i suoi figli.

Un uomo che la conosce bene e che risiede a Ponza, ha rivelato: “Questa signora ha paura di esporsi, ha i figli pure lei. Teme di essere magari un domani vittima di ritorsioni. Lei ha visto le persone che portavano la carriola, non so da quanto vicino. Erano tre individui, che lei avrebbe visto alle sei e mezza circa. Stava stendendo i panni fuori a quell’ora, perché è quella in cui il marito va al lavoro. Lei dice che era coperto con un telo buttato sulla carriola, dalla quale uscivano soltanto i piedi. Quelle poche cose che lei mi ha raccontato, per me le sa davvero: era troppo spedita nella narrazione”.

GIANMARCO POZZI, L’AVVOCATO: “PM LAVORA PER RISALIRE ALLA TESTIMONE”

L’inviata del programma, Carla Lombardi, in collegamento audiovisivo da Ponza ha spiegato di avere effettuato tutto il percorso dalla casa di Gianmarco sino al punto nel quale è stato ritrovato il ragazzo privo di vita. Un tragitto di appena trecento metri, su cui si affacciano anche alcune case che godono di un punto di vista privilegiato.

L’avvocato della famiglia ha spiegato di avere fornito al magistrato nome e cognome della persona, ex appartenente alle forze dell’ordine, affinché venga sentita immediatamente per arrivare all’individuazione della signora e giungere finalmente alla chiusura del caso: “Secondo noi si tratta di un omicidio e noi ora abbiamo la prova provata di quanto è accaduto quel giorno a Ponza. Non ci si mette da sprovveduti alle 10 e mezza di mattina a girare con un corpo in una carriola: è successo tutto molto prima. Noi l’abbiamo sempre detto: non si è trattato di un incidente”.



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