CAVIE UMANE & GAS DI SCARICO/ La nuova guerra ai diesel e il suicidio tedesco

- Franco Oppedisano

In Germania sono stati condotti test sugli effetti dei gas di scarico su scimmie ed esseri umani. L’industria automobilistica tedesca è nell’occhio del ciclone. FRANCO OPPEDISANO

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La domanda che tutti si pongono in questi giorni è: «Come stanno adesso le scimmie»? Qualcuno dice che godevano di ottima salute. Altri meno interessati ne non dicono alcunché. Ma nella vicenda che ha coinvolto l’industria automobilistica tedesca impegnata, attraverso un istituto di ricerca americano e un’università tedesca, a fare esperimenti prima sui primati e poi anche sugli uomini per testare la pericolosità delle emissioni dei motori a gasolio le domande sono molte, come le considerazioni che si possono fare. Andiamo in ordine (sparso).

La prima considerazione è che continua la guerra al diesel, iniziata due anni e mezzo fa. Le auto alimentate a gasolio sono sempre state considerate un gradino solo sotto il diavolo in persona dagli americani e ora anche da molti europei. Poco importa se rispettano davvero i limiti di emissioni draconiani imposti dalle autorità. Devono sparire e basta. 

La seconda, che forse in realtà è la prima, è che continua lo scontro sotterraneo degli Usa alla Germania, colpevole di avere un surplus commerciale mostruoso che penalizza gli altri Paesi. Il presidente Donald Trump ora lo dice chiaramente, ma lo scontro è già da tempo avviato e ha messo subito nel mirino americano uno dei settori chiave dell’industria meccanica tedesca, quello dell’auto.
La terza considerazione è che i giornali tedeschi hanno perso il lume della ragione e giocano dalla parte degli americani. La genesi della notizia forse ci aiuterà a capire. Tutto nasce da una documentario di Netflix andato in onda venerdì di due settimane fa negli Usa. Quattro giorni dopo il New York Times rilancia la notizia ripresa subito dal loro corrispondente da Francoforte, e poi dalla Bild. Ieri un altro giornale tedesco, la Stuttgart Zeitung, scopre che anche in Germania sono stati fatti esperimenti simili nell’università di Aquisgrana con 25 cavie umane volontarie. Nessuno scrive che siano stati voluti dalle case automobilistiche tedesche, e solo in pochi riferiscono che quando l’istituto di ricerche americano aveva fatto una proposta del genere, la possibilità era stata subito scartata dai tecnici tedeschi e dovette intervenire lo stesso direttore generale della fondazione tedesca per l’ambiente, Michael Spalleck, per bocciare la folle idea.

In ogni caso secondo il policlinico universitario di Aquisgrana, i test sui gas di scarico fatti sulle persone furono “autorizzati dal comitato etico dell’università” e realizzati per verificare la sicurezza delle condizioni di lavoro dei dipendenti dell’industria dell’auto e non avevano “nulla a che fare contenutisticamente con la questione del dieselgate”, “né avevano alcun collegamento con gli esperimenti fatti sulle scimmie citati dal New York Times”. La ricerca dello scoop può far male perché se parlate con chiunque vi dirà che le auto tedesche usavano cavie umane.

Un’altra domanda. Se non sono stati fatti test sugli animali, com’è stata provata la cancerogenicità dell’ossido di azoto (NOx) emesso dai motori diesel? Sull’Organizzazione mondiale della sanità che lo ha certificato inserendoli nell’apposita lista siamo disponibili a mettere la mano sul fuoco, ma resta la curiosità di sapere che tipo di test hanno fatto.

Quinta considerazione: a Wolfsburg si sono subito scusati. Il Land della Bassa Sassonia, il maggiore azionista pubblico del Gruppo Volkswagen, è partito a testa bassa alla ricerca dei colpevoli lanciando proclami roboanti e la stessa cosa hanno fatto altri rappresentanti del consiglio di sorveglianza. In Daimler si sono dissociati dagli esperimenti facendo chiaramente capire nel proprio comunicato che era il comitato scientifico dell’Istituto composto da scienziati di rinomate università a scegliere i test da fare. Bmw ha semplicemente dichiarato di non condurre studi su animali e non avere preso parte a questa sperimentazione. Tre stili diversi, uno del quale è perlomeno opinabile.

Chiudiamo con l’ultima domanda che dovremmo porci: chi è così disperato e senza soldi ad Aquisgrana nella ricca Germania da volersi volontariamente sottoporre a un esperimento che prevede l’inalazione di gas di scarico di una vettura?

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