MPS-UNICREDIT/ Forte: il conflitto di interessi del Pd mette a rischio anche Draghi

- int. Francesco Forte

Oggi Daniele Franco terrà un’audizione sulla trattativa Mef-Unicredit per Mps. Un’operazione che infiamma il dibattito politico

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La sede del Pd a Roma (LaPresse)

Dopo l’approvazione della riforma della giustizia, la vicenda Mps-Unicredit promette di infiammare il dibattito politico estivo. Oggi Daniele Franco è atteso in audizione dinanzi alle Commissioni Finanze di Camera e Senato per fornire qualche elemento in più sulla trattativa aperta tra il Mef e la banca di piazza Gae Aulenti. Secondo Francesco Forte, ex ministro delle Finanze e per il Coordinamento delle politiche comunitarie, il ministro dell’Economia «non si è probabilmente reso conto che questa non è un’operazione puramente bancaria, ma che ha un significato politico enorme. È una cosa più grande di lui. Forse persino di Draghi. Non è un’operazione di politica monetaria o bancaria».

Una vicenda che politicamente riguarda in particolare il Pd…

Sono convinto che siamo di fronte a un colossale conflitto di interessi, perché non è possibile che questa operazione, che avrà un costo per i contribuenti, veda coinvolto anche Padoan, ex ministro esponente del Pd e attuale Presidente di Unicredit. Le difficoltà di Mps sono state determinate anche da prestiti fatti nell’interesse del partito. Ci sono anche operazioni ancora nebulose e fatti misteriosi intorno a Rocca Salimbeni. Non è che sto dicendo cose che mi sono inventato: ci sono inchieste, condanne e anche un misterioso suicidio.

Qual è quindi la sua conclusione?

Mettiamo pure che Unicredit abbia interesse a fare questa operazione: è possibile che debba essere gestita anche da Padoan?! Che facciano se vogliono questa porcheria che peserà sui contribuenti e lascerà misteri insoluti, ma almeno con una persona diversa dall’ex ministro dell’Economia. E poi che fine farà tutto il patrimonio di opere d’arte di Montepaschi?

Lei ha in mente una soluzione alternativa?

Penso che nel nuovo Montepaschi acquisito da Unicredit debbano avere spazio anche gli enti locali, in modo che abbiano voce in capitolo soprattutto in relazione al patrimonio artistico della banca. Se possibile io eviterei l’intervento della banca di piazza Gae Aulenti chiamando in azione Cdp: piuttosto quest’ultima rinunci all’operazione relativa ad Autostrade per l’Italia.

Questa vicenda quali ripercussioni avrà secondo lei sul Governo?

Io credo che alla fine verrà abbandonato il progetto di chiudere l’operazione in breve tempo. È troppo alto il rischio che ci siano ricorsi che blocchino tutto, senza dimenticare le cause ancora pendenti avanzate dai risparmiatori di Mps. Ritengo assurdo che il ministro dell’Economia, che viene da Bankitalia, la quale ha la responsabilità storica di non aver vigilato adeguatamente sulla banca senese, porti avanti un’operazione, che vede coinvolto anche Padoan, dichiarando che non c’è nessun’altra soluzione e favorendo l’acquirente attraverso cospicui crediti d’imposta. Lo stesso Draghi rischia moltissimo se porta avanti questa operazione. Non so se l’abbia valutato, ma chiunque tocchi Mps non non esce bene. Potrebbe arrivare qualche indagine o inchiesta anche per lui.

E come la mettiamo con l’accordo con Bruxelles per cui Mps va rimessa sul mercato entro fine anno?

Mi domando come si possa pretendere in un’epoca di pandemia come quella attuale di chiudere entro l’anno un’operazione così complicata. In questo frangente, poi, l’Europa non è certo la stessa anche solo di un anno fa: è in una situazione di stallo, la Germania si avvicina a delle elezioni complicate, come pure la Francia. Si dovrebbe quindi chiedere una proroga a Bruxelles.

E che riflessi può avere questa vicenda sulla candidatura di Letta a Siena?

Il Segretario del Pd ha un grosso problema adesso, perché in Toscana c’è di fatto una rivolta contro questa operazione. Se se ne farà garante, verrà sconfitto.

Gli conviene ritirarsi?

Non sono nella testa di Letta, non so cosa gli possa convenire fare. L’unica cosa che ho capito è che un emissario della Francia. Altrimenti non spiegherebbe come un personaggio che era stato sconfitto e si era ritirato dalla politica sia rientrato così rapidamente in pista per guidare il Pd. Con l’inizio del semestre bianco, poi, questa partita incrocia quella relativa alla successione di Mattarella e spunteranno fuori tutti i pretendenti al Quirinale che ci sono nel centrosinistra: Letta è incastrato, è preso in una tenaglia.

Dunque questa vicenda avvantaggia il centrodestra…

Ovviamente avvantaggia il centrodestra, ma anche chiunque dirà che Montepaschi non va venduto a Unicredit avrà un grosso vantaggio politico-elettorale in Toscana e probabilmente anche a livello nazionale. Ripeto, a me sembra che questa vicenda rischi di danneggiare Draghi, perché quando si toccano cose in cui c’entrano i fenomeni oscuri della finanza, i suicidi misteriosi e interessi non ben definiti, non si sa mai che possano mettersi in moto le macchine giudiziarie.

(Lorenzo Torrisi)

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