MUORE POCHI MINUTI DOPO VACCINO PFIZER/ Gli esperti: “La puntura non c’entra”

- Dario D'Angelo

Muore pochi minuti dopo la seconda dose di vaccino Pfizer a Rosignano. Ma per gli esperti il decesso del 53enne Federico Bertoli non è dovuto al siero.

alberto villani
Covid: Vaccino Pfizer-BioNTech (LaPresse, 2021)

Un 53enne di Rosignano Solvay muore pochi minuti dopo aver fatto il vaccino Pfizer. Ma gli esperti assicurano: non è stato il siero anti-Covid a causarne il decesso. Come riportato da Il Tirreno, è stato Spartaco Sani, primario del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Livorno interpellato dal Tirreno, a prendere posizione: “Non ho informazioni riguardo a questo decesso, ma posso dire una cosa con certezza: il vaccino è sicuro. Saranno eseguiti tutti gli approfondimenti necessari per capire cosa sia successo a Rosignano, ma mi sento dire che il vaccino non c’entra niente. Non è che ogni volta che accade un incidente di questo tipo si possa tornare sulla questione della sicurezza del vaccino. Purtroppo si può morire in qualunque momento“. L’infettivologo, rispetto alla morte di Federico Bertoli, deceduto poco dopo aver ricevuto la seconda dose di vaccino, ha aggiunto: “L’immediatezza dell’evento rispetto alla somministrazione ci dice con ancora maggior certezza che il vaccino non ci incastra niente. Anche le manifestazioni avverse conosciute non sono morti improvvise. Mi sento di dire che al 999,99 per mille la morte di questa povera persona sarebbe avvenuta ugualmente, purtroppo“.

MUORE POCHI MINUTI DOPO SECONDA DOSE PFIZER

Neanche l’ipotesi, avanzata da tanti, che Federico Bertoli sia morto a causa di uno choc anafilattico dovuto al vaccino, convince il dottor Spartaco Sani: “Uno choc anafilattico o una reazione avversa sarebbero dovute accadere eventualmente alla prima dose, se invece la prima somministrazione è avvenuta senza problemi, la seconda si può dire che sia ancora più sicura. Ripeto, non conosco i dettagli, ma se uno viene colpito da infarto il vaccino non c’entra niente, è probabile che abbia avuto un evento acuto che gli sarebbe successo anche altrove“. Dello stesso avviso anche l’infettivologo Matteo Bassetti, che a Il Tirreno ha definito quello di Federico Bertoli, morto durante i 15 minuti successivi alla puntura in cui si resta seduti nel centro vaccinale in via precauzionale, un caso unico in Italia. Il medico del San Martino di Genova ha detto: “Se non è stata una reazione allergica – osserva – potrebbe aver avuto un infarto. Certo è che il clima che in Italia è stato creato “da una certa parte” intorno al vaccino non aiuta a sottoporsi tranquillamente alla somministrazione. C’è chi è terrorizzato, c’è chi si reca a vaccinarsi come salisse sul patibolo“. Proprio questo aspetto, ha spiegato Bassetti, può portare un soggetto a suggestionarsi particolarmente e a sperimentare anche delle crisi per “chi soffre di ipertensione“.

Anche Bassetti comunque si sente di escludere l’ipotesi dello choc anafilattico: “Escluderei uno choc anafilattico perché una quindicina di minuti mi sembrano davvero pochi; se fosse accaduto, poi, chi l’ha soccorso avrebbe dovuto accorgersene perché si chiude la glottide, la persona non respira. Un caso come questo – ha continuato – sa più di malore, di una concitazione per uno stato che ci ha messo sotto pressione. Potrebbe essere una terribile coincidenza. Certo è che quanto è accaduto deve essere messo sotto la lente di ingrandimento per capire quale sia stata la causa: e un’autopsia potrà dare la risposta. Credo che in Italia un caso come questo, cioè la morte a pochi minuti dalla somministrazione del vaccino, non sia mai accaduto“. Poi la chiosa: “Se c’è una qualche correlazione (tra il vaccino e il decesso, ndr) bisognerà metterlo in evidenza; e se invece non c’è, bisognerà dirlo altrettanto chiaramente“.



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