PAT METHENY/ “What’s It All About”, viaggio nella memoria a bordo di una chitarra acustica

- Luigi Viva

Diciassette Grammy vinti in carriera, milioni di dischi venduti e un gruppo fra i più innovativi nella storia della musica moderna. LUIGI VIVA presenta il nuovo lavoro di Pat Metheny

PatMethenyWhatsItAllAboutR400 "What's It All About", il nuovo album di Pat Metheny

«Ho voluto registrare quella musica che ha rappresentato il mio riferimento prima che iniziassi a comporre  o, addirittura, a suonare uno strumento. Sono nato nel 1954 e tutte queste canzoni sono state nella Top 40 durante la mia infanzia e i primi anni dell’adolescenza. È stato un periodo in cui l’armonia e la melodia erano elementi fondamentali e importanti nella musica popolare. Ognuno di questi brani ha rappresentato per me qualcosa di speciale, aldilà delle mode».

(Pat Metheny)

Ogni nuovo album di Pat Metheny, riscuote una grande interesse di stampa, addetti ai lavori e fan. Pat è, senza alcun dubbio, uno dei grandi della musica contemporanea (etichettarlo come “jazzista” è alquanto limitante). Diciassette Grammy vinti in carriera, milioni di dischi venduti, un gruppo, il Pat Metheny Group, fra i più innovativi nella storia della musica moderna.
Con la parallela carriera solistica ci ha regalato numerosi grandi album da “Secret Story” a “Song X” con Ornette Coleman; i dischi del trio, fra tutti quello inarrivabile con Charlie Haden e Billy Higgins. E poi tantissime partecipazioni cameo: con Joni Mitchell, David Bowie, Bruce Hornsby, Michael Brecker, Milton Nascimento, Herbie Hancock, Toninho Horta.

Di pari passo ha sviluppato un’appassionante ricerca sugli strumenti elettronici e digitali (è lui il re della chitarra synth), come pure di quelli acustici, potendo contare sulla maestria della liutaia canadese Linda Manzer che, per lui, ha letteralmente inventato nuovi straordinari capolavori come la Pikasso. Questa predilezione per le chitarre acustiche nasce da frequentazioni dell’infanzia con alcuni musicisti di Lee’s Summit come Ray Harris che lo avvicinò alle strane accordature per chitarra che Pat ama ancora oggi sperimentare, partendo da quella cosiddetta Nashiville, utilizzata, con le opportune variazioni, anche in questo nuovo album.

Pat è infaticabile, completamente dedito, professionale, anche quando deve intervenire in progetti di altri, innamorato della musica, delle sue chitarre. Non è un caso che i suoi soundcheck, sia con il PMG, sia con il trio abbiano una durata quasi illimitata. Pat, infatti, anche a prove effettuate, ama rimanere sul palco per provare e testare gli strumenti acustici. Ecco allora accennare brani da lui composti, accanto a standard, fra la curiosità dei pochi ammessi alle prove (tecnici, organizzatori, conoscenti). Proprio in una di queste occasioni (a Vicenza) rimanemmo entusiasti dal suono della chitarra Baritono Manzer (corde Metalliche) costruita  nel 1995. È questo lo strumento con il quale Pat ha pennellato pagine indimenticabili nell’imperdibile  disco di Anna Maria Jopek (“Upojenie”) o nella colonna sonora “The Map of The World”.

A distanza di otto anni da “One Quiet Night” (2003), Pat ritorna con un cd interamente realizzato da solo utilizzando la Manzer Baritone a corde metalliche, nelle medesime condizioni tecniche, in diretta nel suo studio domestico, sempre di notte. Un album se vogliamo crepuscolare, medesimo l’approccio della copertina (foto notturne con figure oniriche che sembrano vagare), ricerca della vibrazione, del suono e degli armonici,  quasi religiosa. Unico cambiamento: la scelta di un repertorio non originale. Pat sceglie, infatti, brani di altri, brani che ha amato da ragazzo quando iniziava lo studio della chitarra e sui quali ha affinato il suo immenso talento. “What’s It All About” (Nonesuch, pubblicato anche su vinile con due bonus track e in edizione limitata autografata su cd) è quindi un album da ascoltare in silenzio, nei momenti di nostro silenzio, lasciandoci trasportare dai respiri della chitarra, di Pat, dalle risonanze, dalle pause.

L’apertura è appannaggio di The Sound of Silence  (Paul Simon) classico di Simon and Garfunkel suonata con la Manzer Pikasso 42 corde, probabilmente il brano maggiormente fruibile dell’intero cd. Con la successiva Cherish, scritta da Terry Kirkam che a metà anni Sessanta la portò al successo con gli Association, la baritono entra sulla scena e ci accompagna per l’intero album, con l’eccezione di altri due brani. Inizia il viaggio nella memoria, nelle emozioni degli inizi, dei sogni di questo piccolo grande uomo con la maglietta a righe che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo, anche grazie all’affettuoso sostegno della famiglia e  di quella straordinaria persona che è la madre, Lois Metheny.

Ecco susseguirsi  la stupenda e indimenticabile  Alfie scritta da Burt Bacharach & Hal David, Pipeline (Bob Spickard & Brian Carman) hit dei The Chantays,  una surf band che riscosse grande successo a inizi Sessanta proprio con il brano qui riproposto da Pat  con una Manzer 6 corde metalliche, con una impressionante prestazione ritmica.
Garota de Ipanema (Antonio Carlos Jobim & Vinicius de Moraes) è un omaggio all’altro grande amore di Pat, la musica brasiliana. È questo il brano più contemplativo e forse meno coinvolgente dell’intero album.
Si succedono  Rainy Days and Mondays scritta da Roger S. Nichols & Paul H. Williams, successo del  1971 del  duo dei Carpenters, That’s the Way I’ve Always Heard It Should Be (Carly Simon & Jacob Brackman) incisa dalla Simon nel 1971. Un tuffo nell’infanzia con Slow Hot Wind (Henry Mancini & Normal Gimbel)  composta da Mancini negli anni Cinquanta per la serie televisiva Mr. Lucky; a seguire Betcha by Golly, Wow (Thomas Bell & Linda Creed) tipico brano del genere Philadelphia portato al successo nel 1971 dal gruppo soul di degli Stylistics. 
Finale dedicato ai Beatles,  grande amore di Pat Metheny con  And I Love Her (John Lennon & Paul McCartney), suonata con una Manzer a corde di nylon. Il brano è tratto da “A Hard Day’s Night” dei Beatles pubblicato nel 1964. Il giovane Pat aveva appena dieci anni, vide la pellicola dei Beatles per ben quindici volte in un cinema di Lee’s Summit.
L’amore  per la band di Liverpool si percepisce ancora oggi, ascoltando questa stupenda esecuzione  scelta per chiudere questo nuovo album.
“What’s It All About” aiuterà a capire  sempre di più  la grandezza di questo musicista. Da ascoltare in cuffia, almeno un volta, mentre aspettiamo, con una certa impazienza, un nuovo  album del Pat Metheny Group.





© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori

Ultime notizie

Ultime notizie