CHITARRA JAZZ/ Sulle orme di Pat Metheny. I nuovi album di Filippo Cosentino e Peo Alfonsi

- Luigi Viva

La chitarra jazz in Italia è diventata qualcosa che non è inferiori ai grandi maestri internazionali. LUIGI VIVA ci presenta i nuovi dischi di due esempi del genere, ecco chi sono

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Cosentino (al centro), foto di Momy Manetti

In questi ultimi anni la chitarra jazz italiana ha avuto un ricambio generazionale e qualitativo impressionante grazie al traino effettuato da grandi chitarristi come John Scofield, Bill Frisell e Pat Metheny, degni continuatori della scuola americana (Jim Hall e a salire Wes Montgomery, George Benson, Barney Kessel, Tal Farlow, Joe Pass, etc).

Pat Metheny in particolare è quello che ha avvicinato molti giovani al jazz, grazie alla trasversalità del suo stile sempre in evoluzione, nel quale la chitarra elettrica, quella synth e la chitarra acustica  hanno avuto la stessa fondamentale importanza.

Il chitarrista italiano Filippo Cosentino (Alba 18 maggio 1983) nella presentazione del suo ultimo album L’ASTRONAUTA (dedicato alla figlia Prisca, “immaginata nel grembo materno come una astronauta che fluttua e gira su se stessa”) cita alcune recensioni che lo accostano in qualche modo al leggendario chitarrista del Missouri. Filippo Cosentino ha iniziato a studiare chitarra a sette anni. Dopo la laurea triennale e specialistica al DAMS  ha conseguito la laurea summa cum laude al conservatorio G.B. Martini di Bologna discutendo la tesi “ Pat Metheny: elettricamente acustico” sotto la guida di quel fior di docente che è Tomaso Lama. Professionalmente ha lavorato con artisti jazz (Javier Girotto, Fabrizio Bosso, Rita Marcotulli, Danilo Rea,  Michael Rosen, Jesoer Bodilsen, Andrea Marcelli, Antonio Zambrini, Fink, etc) e pop (Turci, Tricarico, Giovanardi). Ha inoltre scritto la colonna sonora del docu-film “Meno 100 kg ” . Cosentino, al suo terzo album da solista, interamente  suonato con la chitarra acustica  a corde metalliche  (Breedlove OM-M de lux), dimostra  di aver già uno stile dal tratto personale ed evoluto, oltre alle capacità dell’esperto leader; l’ascolto del suo nuovo lavoro sorprende infatti, per maturità, originalità  e proposta musicale.

Sono molto orgoglioso di questa produzione, e mi ritengo fortunato di aver avuto al mio fianco tre grandi musicisti come Jesper Bodilsen, Andrea Marcelli e Antonio Zambrini fondamentali nell’aver contribuito al “sound” dell’album. Ho scritto tutte le composizioni tra luglio e l’inizio Settembre 2014 e ciò che si ascolta è il risultato di quattro giorni incredibili e carichi di energia passati ai Tube Recording Studio a Fara in Sabina. I pezzi sono in qualche modo legati ai miei precedenti lavori (“Lanes” e “Human being”) e rappresentano un importante passo avanti nel mio modo di comporre. La melodia è sempre centrale in tutto quello che penso, così come il condividere le idee melodiche e ritmiche con i miei straordinari compagni di viaggio. Andrea, Antonio e Jesper si sono calati perfettamente nel mio mondo musicale aiutandomi  a “dipingere” quella che ad oggi ritengo essere la tela più bella da me realizzata (Filippo Cosentino)  

Sin dalle prime battute, siamo rimasti ammirati dalla personale  vena compositiva ed esecutiva oltre alla freschezza della musica proposta e alla quanto mai indovinata scelta degli accompagnatori: Antonio Zambrini pianoforte, Jesper Bodilsen contrabbasso, Andrea Marcelli batteria. L’Astronauta (EmmeRecordLabel), si apre con  Mediterranean Clouds  (Adoro il Mediterraneo – puntualizza Cosentino – è la mia vita) nel quale emerge immediatamente il grande affiatamento fra il chitarrista e il pianista Antonio Zambrini . Il modo di suonare, il tocco, più che a Metheny, è vicino ad un altro gigante della chitarra:  Ralph Towner  (Oregon, Azimuth, Weather Report). Nella successiva Nessie stupisce l’interplay con i compagni di viaggio. Nel brano che da il titolo all’album la chitarra del leader pennella, fra soli ispirati e colori, una ballad di grande bellezza; in evidenza la ritmica composta  da due raffinati musicisti come il danese Jesper Bodilsen al contrabbasso e il nostro Andrea Marcelli alla batteria  (toccante il suo uso di spazzole e piatti). Le atmosfere vicine al jazz più canonico di More Than Times ben si legano alla successiva Inside The Blue, ballad nella quale la chitarra e il piano si “sfiorano” con gran lirismo. Interessanti  le improvvisazioni dello  “spigoloso” Momento (scritto dai quattro musicisti). Di grande impatto i tre brani finali 17:03(land behind the land), Villero (chitarra a corde di nylon)  e la gran chiusura di Seven Days. Tutti i pezzi sono a firma di Cosentino. Ottime le registrazioni.  Si consiglia “ vivamente” a chi ama la chitarra e i grandi album ECM di un tempo.

 

 

Change of Heart  è dedicato a Pat Metheny uno dei miei idoli di quando ero ragazzino e che ancora adesso è una delle più importanti influenze della mia vita musicale. E’ stato particolarmente bello tornare alla musica di Pat dopo tanti anni in cui l’avevo tralasciata per non essere troppo influenzato dal suo linguaggio anche perforzare la mia ispirazione verso altre direzioni. Metheny è  stato, come credo per tanti altri,  il ponte dal mondo del rock, del blues, del folk americano verso quello che è stato il mio più grande amore: il jazz  e l’improvvisazione(Peo Alfonsi) 

Peo Alfonsi (Iglesias, 17 febbraio 1967) è uno dei più rappresentativi chitarristi italiani. Sconosciuto al grande pubblico, vanta un vasto e sofisticato seguito fra gli intenditori di musica. La sua preparazione di stampo classico gli ha dato le basi per poi iniziare un lungo percorso di ricerca che lo ha avvicinato all’improvvisazione e al jazz, complice il grande amore per la musica di Pat Metheny. 

Fondamentale nel 2005 la collaborazione con il compianto Andrea Parodi dei Tazenda che lo invita a partecipare all’album MIDSUMMER NIGHT IN SARDINIA con Al Di Meola, chitarrista a dir poco prodigioso a lungo nei Return to Forever di Chick Corea e componente del leggendario trio formato con Paco De Lucia e John McLaughlin.  Da quel momento Di Meola lo vuole accanto a sé in diversi progetti, invitandolo a unirsi stabilmente al suo quartetto “New World Sinfonia” col quale  Peo Alfonsi terrà centinaia di concerti in tutto il mondo incidendo quattro cd e un dvd. Diplomato col massimo dei voti in chitarra presso il Conservatorio di Cagliari , nella sua più che ventennale carriera,  Alfonsi  ha suonato, tra gli altri, con: Gonzalo Rubalcaba, Kenny Wheeler, Trilok Gurtu, Marc Ribot,Guinga, Gil Goldstein, Pat Metheny, Mark Harris, Horacio Hernandez, Noa, Gil Dor, etc.  Oltre al duo con Di Meola il chitarrista sardo ha collaborato per diversi anni  con la cantante londinese Norma Winstone e , in diverse formazioni, con il clarinettista Gabriele Mirabassi.  Ad oggi sono più di venti gli album realizzati, i più recenti ITACA e IL VELO DI ISIDE, contenenti sue composizioni originali, sono usciti per la Egea Records. 

Peo Alfonsi ha di recente pubblicato CHANGE OF HEART inciso per la Inakustik, un album imperdibile per chi ama la musica di Pat Metheny e la chitarra acustica in particolare. 

Quello che ho provato a fare con questo disco è scarnificare  e denudare il più possibile la composizione originale.  Si tratta di un progetto per sola chitarra senza sovraincisioni, con l’eccezione di un brano in cui è ospite la voce di  Ivan Lopez che interpreta una canzone meravigliosa  Mas Alla le cui parole sono scritte  da Pedro Aznar che poi la canta in First Circle. Ivan era l’unica voce al mondo che io conoscessi che potesse affrontare questo compito e sono felicissimo del risultato. Un disco di sola chitarra senza sovraincisioni, senza arrangiamenti, suonato con la fluidità della prima o della seconda take proprio perché volevo valorizzare le composizioni di Pat Metheny e allo stesso tempo metterci immodestamente un po’ la mia firma, la mia personale interpretazione. Il primo giorno in studio ho registrato undici dei tredici brani, quindi è stata una esperienza che arrivata così, quasi senza che me ne accorgessi. L’equilibrio più difficile ed interessante per chi fa musica è quello di rispettare l’idea compositiva di chi scrive e allo stesso tempo metterci la tua firma; trovare un equilibrio fra questi elementi apparentemente contraddittori è la sfida che in musica mi è sempre piaciuta di più. Ho scelto come titolo Change Of Heart sia perché è uno dei miei brani preferiti  e anche per il significa del titolo. Non invento nulla se dico che se vogliamo cambiare un po’ questo nostro mondo dobbiamo partire cambiando il nostro cuore, lo sappiamo benissimo. Se il mio disco servirà a ricordarlo a qualcuno sarò felicissimo di averlo fatto (Peo Alfonsi).

Farmer’s TrustMidwestern Nights Dream, James, Story from a StrangerIt’s Just TalkMas Alla,   Unity VillageSo May It Secretly BeginAntoniaEvery Day (I Thank You), 80/81, Change of HeartThe BatSi tratta di alcuni dei brani più belli del chitarrista del Missouri composti fra il 1976, anno di BRIGHT SIZE LIFE, suo disco di esordio, e il 1992 in cui venne pubblicato SECRET STORY. Alfonsi “fotografa” alla sua maniera il  periodo di maggiore creatività di Metheny  realizzando un album intimo, da solo, con la sua chitarra,  distillando con sapienza melodie ed emozioni, il tutto con grande semplicità e rispetto. Un lavoro di gran classe. Da “assaporare” in cuffia.

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