Marco Ferradini “Non riscriverei Teorema”/ “Oggi col #MeToo sarebbe pericolosa”

- Emanuela Longo

Marco Ferradini “Non riscriverei Teorema”. Il cantante non rinnega comunque la canzone che lo rese celebre ma in tempi di #MeToo ne evidenzia la sua “pericolosità”

Marco Ferradini
Marco Ferradini

La canzone “Teorema” di Marco Ferradini ha certamente contribuito a renderlo popolare. Era il 1981 quando, dopo una cocente delusione d’amore per Ferradini quella rappresentava la sua “rivincita”. Quel “Prendi una donna trattala male…” divenne una sorta di icona senza tempo. Il brano venne fuori dopo essersi rifugiato in una baita in montagna per sfogare quel grande dolore provocato dalla fine della sua relazione. Con lui anche l’amico e compagno di sventure era Herbert Pagani, autori di molti cantanti italiani e non solo e scomparso prematuramente a 44 anni stroncato da una leucemia fulminante. Ne uscì fuori una canzone dalla quale trapelava tutta la delusione di un uomo ed al tempo stesso ne esaltava alcuni aspetti durissimi con strofe divenute celeberrime come “Cerca di essere un tenero amante. Ma fuori dal letto nessuna pietà” ed ancora, “vedrai che ti amerà”. Ma oggi, ai tempi del #MeToo, Ferradini riscriverebbe mai la sua Teorema? Il diretto interessato ha risposto a Corriere.it: “All’epoca in cui la composi era contro corrente. Se cantavi i sentimenti eri un canzonettaro. Teorema dice una verità che è anche una banalità: le persone più le tratti bene e più se ne fregano”, spiega. Il cantante non poteva immaginare l’enorme successo di quel brano. “Furono le femministe a comprenderla per prime, volevano rapporti più forti: ok l’amore ma ogni tanto anche la guerra”, rivela.

MARCO FERRADINI “NON RISCRIVEREI TEOREMA MA NON LA RINNEGO”

La canzone “Teorema” di Marco Ferradini “non era politicamente corretta”. Oggi, a detta dello stesso cantante, “sarebbe pericoloso come brano, probabilmente non lo riscriverei”. In merito a quello che accade quotidianamente alle donne, Ferradini parla di “violenza insensata”, a suo dire “frutto dell’impotenza dell’uomo di accettare i propri limiti e che sfoga, frustrato, contro la meravigliosa capacità delle donne di essere mille cose insieme”. Tornando alla canzone che lo ha reso celebre, non la rinnega affatto riconoscendo anzi di essere stata la sua fortuna. “È stata spesso strumentalizzata, sia dagli uomini che dalle donne”, dice però, riferendosi proprio alle frasi più dure. “A volte è stata un po’ una galera, artisticamente parlando, ma mi ha permesso di fare il lavoro che volevo tutta la vita”, ammette con un pizzico di amarezza. Dopo “Teorema”, Marco Ferradini incontrò una donna che lui definisce “fantastica” e che sposò, dalla quale nacque la figlia Charlotte, oggi una cantautrice. “Non bisogna stare con persone irrealizzate e infelici. Ricordiamoci che non siamo psicologi. Specialmente se si è degli artisti”, è il suo consiglio.



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