NEGRAMARO/ Sangiorgi & Co. aprono le porte di “Casa 69”

- Chiara Geraci

Esce oggi, 16 novembre, “Casa 69”,  (Sugar), il nuovo album dei Negramaro. A distanza di oltre tre anni da “La finestra”, anche in versione Special Edition, con due brani in più e con un dvd che contiene il videoclip di “Sig-hiozzo”

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NEGRAMARO – CASA 69 – Esce oggi, 16 novembre, “Casa 69”,  (Sugar), il nuovo album dei Negramaro. A distanza di oltre tre anni da “La finestra”, anche in versione Special Edition, con due brani in più e con un dvd che contiene il videoclip di “Sig-hiozzo” e un filmato di circa 30 minuti con il backstage della produzione.

Un‘anima rock voluta, ricercata con fatica e per lungo tempo d’attesa che però “dice tutto quello che c’è da dire in modo diretto” come afferma Giuliano Sangiorgi, all’inizio della conferenza stampa, aperta da Caterina Caselli: “Siamo di fronte non solo a un nuovo album, ma a un progetto, a un lavoro consapevole, e tutti alla Sugar, dal primo all’ultimo, siamo orgogliosi di aver partecipato e visto crescere questo progetto”.

Un cuore rosso che si irradia intorno allo spazio circostante è l’immagine della copertina di “Casa 69”, nucleo e anima del disco. Il titolo è infatti il nome della casa in cui la band vive, una vera e propria comune, dove la band vive la propria passione musicale e costruisce i propri progetti. La collaborazione con David Bottril (già collaboratore ad esempio dei Muse e David Bowie) caratterizza l’album, girato in Canada , e, come ricordano i musicisti della band, “ci ha fatto sentire a casa, come in un gioco senza paura di ripeterci e senza nulla togliere a Corrado Rustici”.

L’idea che coniuga questo lavoro con i precedenti è proprio l’indagine sull’uomo, unica categoria che è fusione di spazio (“La finestra”) e tempo (“Mentre tutto scorre”).
Quando chiediamo a Giuliano in cosa intravede questo continuum musicale con gli album precedenti risponde così: “E’ quando arrivi alla consapevolezza che quelle parole potevano essere cantate solo con quella musica, quando l’emozione che nasce è spontanea ed è quella, allora so che non ho affidato ad un altro il compito di dire qualcosa che volevo esprimere, ma l’ho detto io, con parole e suoni.

”Un’altra idea che vive dietro a quest’album è l’idea di libertà perché, continua Giuliano, “non possiamo essere liberi se non con la presenza di qualcun altro, perché da soli non si può far nulla, e la nostra società ci comunica invece che da soli possiamo far tutto e non è vero. Non possiamo far tutto e tantomeno da soli”.

Nobile il riferimento al Mia Martini (mancava qualcuno che lo facesse in modo così esplicito) in una canzone presente nel nuovo formato ITunes LP, che contiene infatti due tracce in più: “Lacrime” e “Comunque vadano le cose (Scusa Mimì)”.  “Non voglio assolutamente che le mie parole per Mimì vengano prese come il ricordo da parte di un artista, ma come quelle di un uomo che ha provato sulla sua pelle cosa vuol dire non esser capiti, quando vorresti dare agli altri un immagine di te che invece non viene colta…”.

Insieme ad Elisa, nel brano “Basta così” Giuliano canta: “liberi/ ci sembrerà di essere più liberi/ se dalle nostre mani non cadranno più parole per noi due/ e sarà più semplice sorridere alla gente senza chiederle se sia per sempre”, per testimoniare che la libertà è nella relazione con gli altri, e non si trova da soli.

Un album ricco, tra collaborazioni, ricordi e omaggi, anche a Carmelo Bene: il primo brano infatti “Io non lascio traccia” con la sua voce recitante a fine brano “Io che sto parlando per questo non sono io”, svela l’idea dell’autodistruzione dell’Io, per cui l’io, il singolo, l’individuo “si scoglie” ed è “invisibile” per sopravvivere nell’insieme della comunità, idea, questa, che riprende il concetto di libertà precedentemente espresso.

E ancora “Luna”, undicesima traccia, che Giuliano racconta di aver scritto dopo una lunga chiacchierata con la madre, e con l’idea di voler rendere la luna come una fase disillusa della vita di una persona. L’illusione ancora domina “Londra brucia” dove l’irruenza delle chitarre si attenua insieme al ritmo della batteria, tra il sogno dell’incontro di una donna sconosciuta da amare, odiare,  e la disillusione che “Londra brucia”.

“Sing-hiozzo” il nuovo videoclip cortometraggio è frutto dell’accordo tra Sugar Music e The Space Cinema, e dal 19 novembre al 2 dicembre sarà visibile prima delle grandi proiezioni in 3D nelle sale circuito The Space. Il videoclip che ha vinto il Los Angeles International Short Film festival, il Globo d’Oro, e il David di Donatello, ha come protagonista un astronauta italiano selezionato per un viaggio su Marte, vittima delle sue allucinazioni provocate dall’isolamento lungo 500 giorni, a cui l’astronauta non arriva, crollando tre giorni prima.

Il videoclip è girato a Torino deserta dove si aggira solitario l’astronauta, alternato ad immagini della band che interpreta il brano. Il brano ha preso spunto dall’esperimento Mars 500, e dai test di resistenza che attualmente vengono effettuati.

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