Natascha Kampusch/ Prigioniera per 8 anni “Il mio non-compleanno? La data della fuga”

- Emanuela Longo

Natascha Kampusch, rapita e segregata per 8 anni in una botola: oggi ricorda il giorno della sua liberazione, diventato quello del suo non-compleanno

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Natascha Kampusch

Il nome di Natascha Kampusch ancora oggi in Austria e non solo viene ricordato per una vicenda di cronaca che sconvolse l’opinione pubblica. Era il 23 agosto 2006 quando, dopo 8 anni di prigionia, riuscì finalmente a scappare. Era appena una bambina quando, a 10 anni, fu rapita mentre si recava a scuola e tenuta prigioniera in una sorta di botola di pochi metri quadri. Oggi Natascha ha 31 anni, è ormai una donna e cerca finalmente la tanto agognata serenità ed il suo spazio nel mondo, lontana dai riflettori e dalle domande di giornalisti e sconosciuti che incontra per strada. La Kampusch, come racconta Francesco Battistini sul numero di 7 del Corriere della Sera, dal 2006, giorno della sua fuga, vive un doppio compleanno. Uno vero, ed un non-compleanno, come nella favola di Alice nel Paese delle Meraviglie. “Io ho sempre il mio vero compleanno, il 17 febbraio. Ma poi ho quell’altro. La data della mia liberazione. Mi compro una torta. Perché quel giorno, il 3096esimo della mia prigionia, beh, fui molto coraggiosa…”, racconta la donna. Ed al libro di Lewis Carroll, Natascha ha ammesso di essere molto legata poichè è stato il primo che il rapitore le permise di leggere durante il lungo periodo di prigionia.

NATASCHA KAMPUSCH, I SUOI ANNI DA PRIGIONIERA

Per otto lunghi anni, per Natascha Kampusch la sua casa è stata la botola di un garage alla periferia di Vienna. Una stanzetta blindata ed insonorizzata nella quale credeva che sarebbe morta sepolta viva. Ma poi all’età di 18 anni, proprio quando il suo rapitore le portò una grande torta della forma del numero degli anni che stava compiendo, Natascha decise che no, non sarebbe andata a finire come immaginato fino a quel momento. “Oggi sono contenta d’avere superato i trent’anni. È una bell’età. Gli anziani ti trattano con più considerazione. E coi giovani puoi avere un buon contatto. È il periodo della vita in cui una persona comincia a sviluppare una forza piena, l’energia d’un adulto”, ha commentato. Quindi ha ricordato la festa del suo 30esimo compleanno: “Alla mia festa dei trent’anni c’erano trenta persone. Abbiamo mangiato e ci siamo divertiti insieme. Ma abbiamo fatto anche charity, raccolto soldi per alcuni progetti. Io vivo di progetti. Non voglio pensare solo a me stessa”, ha proseguito. Oggi la 31enne è ormai stanca di interviste ma ha dei progetti per il suo futuro: “Sto occupandomi d’una cosa mia, fino a ottobre non parlo…”. Al momento disegna e vende online piccoli gioielli e si basa su un unico mantra: “Imparare”. Il solo utili per trovare uno spazio nel mondo.



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