‘NDRANGHETA LIGURIA: CONDANNATI 2 EX SINDACI/ Lavagna, “reato associazione mafiosa”

- Emanuela Longo

Infiltrazioni della ‘ndrangheta in Liguria: condannati due ex sindaci di Lavagna. Il commento del procuratore e del pm

cassa forense
Immagine di repertorio

In seguito alla sentenza che ha portato alla condanna di due ex sindaci di Lavagna, Gabriella Mondello e Giuseppe Sanguineti, accusati di voto di scambio e per il secondo anche di abuso d’ufficio, si è espresso anche il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi. In aula al momento della sentenza, subito dopo la lettura del dispositivo ha dichiarato, come riferisce il quotidiano Il Secolo XIX: “L’importante è che sia stata affermata nel giudizio in contradditorio la sussistenza del reato di associazione mafiosa. È stato affermato, tra l’altro, il reato di voto di scambio”. Il procuratore ha poi aggiunto: “siamo più che contenti, siamo soddisfatti per il lavoro compiuto, che ha trovato riscontro nella maggior parte delle condanne di oggi. Ringrazio i colleghi Lari e Paolucci e la polizia”. Soddisfazione anche da parte del pm Lari: “Le contestazioni importanti hanno retto”. I due ex primi cittadini dovranno risarcire il comune di Lavagna per una cifra che sarà stabilita in separato giudizio civile. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

INFILTRAZIONI ‘NDRANGHETA IN LIGURIA: ARRIVANO LE CONDANNE

Piovono condanne in Liguria nel processo sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta a Lavagna. Protagonisti sono due ex sindaci, Gabriella Mondello – già ex deputata Udc – e Giuseppe Sanguineti, entrambi ex primi cittadini del centro ligure. A darne notizia è Il Secolo XIX che rivela anche la pena per i due: la Mondello è stata condannata ad un anno e 6 mesi di reclusione, mentre a 2 anni l’altro ex sindaco. Più pesanti le condanne riguardanti i presunti vertici locali della criminalità organizzata: Paolo Nucera, a 16 anni e 6 mesi; Francesco Antonio Rodà a 15 anni e 8 mesi e Francesco Nucera a 9 anni e 6 mesi. L’inchiesta era nata nel 2016 ed aveva portato all’arresto in carcere dei presunti boss e ai domiciliari per i politici accusati di aver ottenuto voti alle elezioni in cambio di “favori” agli esponenti della criminalità calabrese. In particolare, secondo gli inquirenti, il collegamento tra la ‘ndrangheta e gli esponenti politici di Lavagna aveva avuto a che fare con lo smaltimento dei rifiuti e la gestione di alcuni chioschi sul lungomare. La Procura, nell’ambito del processo, aveva chiesto in totale 120 anni di carcere agli imputati.

‘NDRANGHETA LIGURIA: CONDANNATI DUE EX SINDACI DI LAVAGNA

Per i due ex sindaci di Lavagna, Mondello e Sanguineti, la procura aveva chiesto rispettivamente 3 anni e 4 anni e 6 mesi di reclusione in carcere. Le accuse a carico della Mondello sono di voto di scambio ed è anche stata sospesa dai pubblici uffici per un anno e dal diritto elettorale per un anno e sei mesi. Per l’altro ex sindaco della cittadina ligure, accusato di voto di scambio e abuso d’ufficio, la situazione è lievemente più grave poichè è stato sospeso dai pubblici uffici per un anno e dal diritto elettorale per 5 anni. Venti in tutto gli imputati, tra i quali cinque sono stati assolti. Tra questi anche Massimo Talerico, ex consigliere comunale di Lavagna. Subito dopo la condanna, la Mondello ha commentato: “me lo aspettavo, perché ero il “simbolo” politico di questo processo. Ma sono completamente innocente, come emergerà in appello”. Medesima posizione quella dell’ex collega Sanguineti: “Non mi sento colpevole di niente, se avessi qualcosa da rimproverarmi lo farei. Ma non ho fatto nulla”.

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