M5S, 3.5 MILIONI DA VENEZUELA?/ Ira Casaleggio, giornalista Abc “Ho verificato tutto”

- Alessandro Nidi

Il Venezuela nel 2015 ha finanziato il MoVimento 5 Stelle con 3,5 milioni? Lo scoop di Abc, ira di Casaleggio. Il giornalista conferma: “Ho verificato tutto e sono pronto a dimostrarlo”

venezuela maduro
Nicolas Maduro (LaPresse)

Il giornalista freelance spagnolo Marcos Garcia Rey torna a parlare della sua inchiesta sul Movimento 5 Stelle. Oggi in un articolo pubblicato sul quotidiano Abc ha spiegato che il partito avrebbe avuto un finanziamento di 3,5 milioni di euro (in contanti) dal Venezuela di Maduro. Mentre M5s annuncia azioni legali, il giornalista torna a difendere il suo lavoro. «Sono tre anni che porto avanti indagini in Venezuela. Quello che ho scritto è tutto verificato, ho consultato più fonti, sia pubbliche che interne dell’intelligence del Paese sudamericano», ha dichiarato a Open. Inoltre, si è detto certo di quanto ha scritto ed è pronto a dimostrarlo. «Non so se ci siano stati altri flussi di denaro, ma per quanto riguarda i 3,5 milioni di euro più fonti dirette mi hanno confermato che sono arrivati nelle tasche dei 5 stelle». La notizia, che sta creando scalpore in Italia, in realtà non lo sorprende: «Negli anni in cui Chavez poté approfittare di ingenti risorse derivanti dalla vendita del petrolio, sappiamo che lui e il suo governo favorirono i movimenti politici affini al socialismo. Non è successo solo in Italia, ma in molti altri Paesi. Per esempio ci sono indagini della polizia sul trasferimento di denaro dal Venezuela a movimenti politici in Argentina». (agg. di Silvana Palazzo)

M5S, SOLDI DA VENEZUELA? GIORNALISTA ABC CONFERMA

L’inchiesta firmata ABC che coinvolge il M5s ed il Venezuela di Maduro ha acceso il dibattito e nelle ultime ore sono arrivate nuove dichiarazioni. Intervenuto ai microfoni di Adnkronos, il cronista spagnolo Marcos Garcia Rey – noto per aver collaborato con il Consorzio internazionale di giornalismo investigativo – ha spiegato che è normale che le persone interessate – in questo caso il Movimento 5 Stelle – si difendano, ma lui non ha nulla da temere: «Io sono tranquillo. Il mio lavoro è verificato da più fonti e non ho mai pubblicato alcun articolo basato su notizie false».

I grillini continuano a bollare l’inchiesta come una fake news, ecco l’affondo di Manlio Di Stefano: «Lo schema è sempre lo stesso, giornalacci che non sono buoni nemmeno per pulirci il pesce alimentano balle colossali senza nemmeno verificare le fonti (avrebbero subito notato che il presunto documento è falso), poi sperano che gli rilasci un’intervista per chiarire una cosa che non esiste. Così vendono due volte, il giorno della balla coi click e il giorno della smentita con altri click. L’unica risposta è ignorarli, lasciarli fallire miseramente con la loro nulla deontologia professionale». (Aggiornamento di MB)

DI BATTISTA VS ABC: “VILE E OSCENO, QUERELARE”

Numerose le reazioni in merito alla denuncia di ABC secondo cui il dittatore Maduro avrebbe finanziato il Movimento 5 Stelle nel 2010. Alessandro Di Battista, “braccio destro” di Di Maio, ha commentato così la vicenda all’agenzia Adnkronos: “Da Abc un attacco osceno e vile, Davide Casaleggio quereli, per difendere l’onorabilità del Movimento e del suo papà”. Più prudenti invece gli alleati dei pentastellati, a cominciare da Graziano Delrio, capogruppo del Partito Democratico alla Camera: “Non voglio commentare indiscrezioni giornalistiche di cui non abbiamo contezza della veridicità cerchiamo di fare insieme il bene di questo Paese, ogni partito ha le sue dinamiche, i suoi rapporti e le sue relazioni”. La ministra Elena Bonetti di Italia Viva, invece aggiunge: “Non commento, lascio gli approfondimenti alle sedi opportune”. Ironico Matteo Salvini “Al momento al govenro, anziché il modello Genova, c’è un modello misto Cgil-Venezuela”, mentre Mariastella Gelmini, storica esponente di Forza Italia aggiunge: “gridavano vaffa e prendevano valigette dal Sudamerica?”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

NICOLAS MADURO, 3,5 MLN € A M5S? CRIMI “QUERELIAMO”

Un’indiscrezione di carattere politico derivante dalla Spagna, con particolare riferimento al quotidiano “Abc”, sta scuotendo in queste ore lo scenario italiano: Nicolas Maduro, attuale presidente del Venezuela, avrebbe finanziato il Movimento 5 Stelle nel 2010 con 3,5 milioni di euro, spedendoli all’interno di una valigetta fatta recapitare presso il consolato venezuelano di Milano. Secondo la testata giornalistica spagnola, il console venezuelano nella città lombarda, Gian Carlo di Martino, svolse un ruolo da intermediario nell’operazione e la cifra destinata al M5S fu attinta da fondi riservati, amministrati dall’ex ministro dell’Interno Tareck el Aissami, il quale è anche stato oggetto di sanzioni da parte delle autorità statunitensi per reati connessi al narcotraffico e al riciclaggio di denaro. Intanto, “La Repubblica” si è messa in contatto dall’Italia con i vertici diplomatici di Caracas, i quali hanno seccamente smentito la notizia di “ABC”, ribadendo come il documento pubblicato sia falso.

VITO CRIMI: “SOLDI DA MADURO AL M5S? FAKE NEWS”

Di fronte alla notizia rimbalzata in Italia dal Paese iberico, non sono mancate le reazioni da parte dei diretti interessati, ergo il M5S, che ha rilasciato una nota stampa ufficiale, sottoscritta dal suo capo politico, Vito Crimi. Nicolas Maduro ha davvero sovvenzionato il partito pentastellato? “Quella dei presunti finanziamenti del Venezuela al Movimento 5 Stelle è una fake news semplicemente ridicola e fantasiosa – si legge nel comunicato –. Sulla questione non c’è altro dire, se non che del lontano 2010 ricordo quando ero candidato presidente alle regionali in Lombardia. Anche allora, così come negli anni a seguire, quella che realizzammo fu una campagna elettorale fatta con pochissime risorse e mezzi, frutto di micro donazioni dei cittadini italiani. Per il resto, valuteremo se adire alle vie legali”. Al di là della possibile denuncia nei confronti degli autori di questa “notizia”, Crimi ha aggiunto: “Certamente non ci lasciamo distrarre da certe sparate o intimidire da quei partiti e poteri che già le stanno cavalcando per cercare di indebolire la nostra posizione di baluardo a tutela degli interessi dei cittadini”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA