Nonno Eitan: “Perso fiducia nella giustizia italiana”/ “Così l’ho portato in Israele”

- Davide Giancristofaro Alberti

L’intervista del nonno di Eitan, Shmel Peleg, mandata in onda ieri sera da Quarto Grado: “Ho perso la fiducia nella giustizia italiana”

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Il caso Eitan a Quarto Grado

Si parla della vicenda del piccolo Eitan, il bimbo rapito dal nonno materno e portato in Israele, negli studi di Quarto Grado. La trasmissione di Rete 4 condotta da Nuzzi ha mandato in onda l’intervista realizzata dallo stesso Shmuel Peleg in Israele, e in cui racconta quanto sia accaduto. “Ho perso la fiducia nella giustizia italiana”, spiega il nonno del piccolo riferendosi al fatto che l’affido del bimbo sia stato dato ad Aya Biran, la sorella del papà di Eitan.

Il signor Peleg ha quindi raccontato come è avvenuto il “rapimento” del nipote; si era recato da Eitan con una nuova auto a noleggio e non quella che aveva già utilizzato in passato e in cui le autorità italiane avevano istallato un Gps. A quel punto il nonno (che avrebbe detto al nipote che lo avrebbe portato a prendere dei giocattoli), in compagnia di un uomo misterioso, si sarebbe recato a Lugano, dove poi avrebbe preso un volo privato costato all’incirca 9.000 euro. L’areo ha portato il bimbo e il nonno a Tel Aviv in un quartiere residenziale dove il signor Peleg vive.

EITAN, IL NONNO: “IL NOSTRO E’ STATO UN VIAGGIO NORMALISSIMO”

“Il viaggio è stato un viaggio normalissimo. Abbiamo noleggiato una macchina, ci hanno controllato i passaporti e siamo arrivati in Israele”, ha commentato il nonno materno, aggiungendo “Ora Eitan lo abbiamo riportato a casa: questo è ciò che volevano i suoi genitori”. Come sottolineato anche da Quarto Grado, restano ancora diversi i punti oscuri della vicenda, a cominciare dal capire come Eitan e il nonno abbiano superato indenni i controlli anti covid, in quanto per volare in Israele servono i tamponi alla partenza e all’arrivo.

Inoltre, le generalità di Eitan erano inserite in un sistema che avrebbe dovuto impedire un espatrio non autorizzato, ma l’alert non è mai partito. Sembra che la zia Aya sia comunque riuscita a parlare telefonicamente con Eitan, che non sa però di essere stato rapito. Aya, inoltre, volerà il prossimo 29 settembre, assieme al marito, in Israele, per provare a riportare a casa il piccolo, iscritto alla prima elementare a Pavia.

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