Nordio: “Sovraffollamento carceri? Stranieri scontino pene nei loro Paesi”/ “Escludo indulto”

- Chiara Ferrara

Il Ministro Carlo Nordio interviene sul tema del sovraffollamento delle carceri con una nuova proposta: "Gli stranieri scontino le pene nei loro Paesi di origine"

Ministro Nordio Carlo Nordio, ministro della Giustizia (ANSA 2024, Angelo Carconi)

Carlo Nordio, Ministro della Giustizia, ha parlato in video collegamento al TaoBuk del problema del sovraffollamento delle carceri e di cosa sta facendo il Governo per risolverlo. “È il risultato di una sedimentazione pluridecennale, per cui la soluzione non è immediata”, ha premesso come riportato da Ansa. In passato si è discusso della possibilità di optare per l’indulto, che però non viene preso in considerazione dall’esponente dell’esecutivo: “Sarebbe una resa da parte dello Stato”, ha spiegato.

Un’ipotesi più apprezzata dal Ministro è piuttosto quella delle pene alternative, nelle diverse forme. “Penso ad esempio a forme di espiazione della pena in comunità poiché i tossicodipendenti sono degli ammalati più che dei criminali”, ha continuato. C’è però un’altra idea destinata a creare non poche polemiche. “Visto che gli stranieri rappresentano la metà dei detenuti sarebbe opportuno far scontare la pena nei loro Paesi di origine, già avremmo risolto gran parte di questo problema”.

Carlo Nordio replica a Nicola Gratteri sulla lotta alla mafia

Carlo Nordio, nel corso del medesimo intervento, ha commentato anche le critiche rivolte al Governo dal procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, in merito agli interventi nell’ambito della lotta alle associazioni mafiose. “Non è vero che non ci stiamo impegnando nel modo adeguato”, ha replicato. 

“Lo abbiamo dimostrato ad esempio attraverso l’inflessibilità con la quale abbiamo resistito a varie pressioni per modificare il 41 bis. Abbiamo inoltre potenziato le dotazioni e siamo sempre in collegamento con il procuratore antimafia”, ha spiegato. E infine ha concluso: “Su una cosa do ragione a Gratteri: la mafia ha dei sistemi di comunicazione che noi non siamo in grado di controllare, perché spendiamo milioni e milioni di denari per le intercettazioni che non servono a nulla”. La necessità di investire su nuove tecnologie a contrasto della criminalità è stata ribadita nelle scorse settimane da più fronti. 







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